Nel mezzo del Corona

Oggi vorrei forse parlarvi della mia situazione di appuntamenti qui a Berlino. O meglio la situazione si è decisamente stabilizzata nella morte clinica dei miei paesi bassi.

Non ho mai fatto sesso nel 2020. Credo di essere parte di un’ulteriore minoranza.

So benissimo che altre persone alla fine della fase 1 hanno organizzato orge, festini e gruppi misti che a confronto la “monta delle vacche” è un piccolo ritrovo di Boy Scout innocenti.

Invece io no. Nulla, nessun reale incontro ma devo dire che la cosa è maturata per motivazioni interiori e meno da contingenze da pandemia o comunque endemiche.

Mi sono stufato di incontrare persone che spariscono, che vogliono solo giocare allo zumba del pisello e dell’anello magico che crea la dipendenza Frodo sa. Non mi va più di lasciare entrare nella mia intimità qualcuno che non sa cosa farsene se non usarla come un qualsiasi fazzoletto e poi volatilizzarsi e cercare in seguito di dare a me stesso delle possibili giustificazioni o motivazioni per il loro comportamento.

Alla fine ne ho capito la base e vale per ognuno di questi incontri:

NON HO NULLA DI SBAGLIATO, SE NON L’ASPETTATIVA.

Proprio così.

Non ho nulla che non va. Non sono i miei chili di troppo, l’alito, lo sguardo, i peli, le ascelle, quella parola, quella frase, il tempo, quando mi sono tagliato con la sua lampo, il fatto che andassi troppo lento o troppo veloce, che le lenzuola non profumassero di lavanda, che forse ho dimenticato l’armadio aperto, che potevo fare meglio, che non ho riso a quella battuta, che forse ho detto troppo, che forse non era il momento di aprirmi su quell’argomento, che forse quell’argomento non avrei dovuto proprio toccarlo…

No, non ho proprio sbagliato nulla. Quello che voleva il cosidetto “principe-azzurro-che-poi-è-tutto-da-vedere” era qualcuno con cui giocare. Non gliene fregava nulla del profumo, delle battute, era semplice ossitocina che gl faceva volere follemente di liberarsi i cosiddetti gioielli di famiglia, sentirsi ripieno della mia mascolinità per poi tornare alla sua vita con tuttele sue menzogne del caso.

Non esisteva nessun poi, nessun noi, solo io e lui e…l’incastro di due pezzi di puzzle.

Quindi perchè tante menate? Perchè sentirsi male, usati, sporchi, feriti?

Semplice, perchè io ho sempre creduto alle favole e nonostante tutto continuo intensamente a credere che l’Amore esista e che ci sia la possibilità per tutti di trovarlo. Semplicemente che lo cerco nei posti sbagliati. Ma lo troverò. E lo mostrerò brandendolo come un vessillo medievale prima di una battaglia. E lo picchierò. Si lo picchierò perchè vorrei capire dove si nascondesse, e se è in questo momento in una relazione, vorrei davvero che sapesse, che quella relazione in cui è incastrato, beh è priva di senso, perchè è con me che passerà il resto della sua vita, e no, non è una minaccia, ma una promessa.

Ma il mio splendore non arriva gratis. Sono una bomba pazzesca ma, dovrà meritarsi tutta questa meraviglia.

2 pensieri riguardo “Nel mezzo del Corona

  1. Che bel post 💜 ti auguro di trovarlo il principe azzurro, quello vero. Questa tua riflessione mi fa venire in mente un brano di Oceano mare di Baricco, il pezzo che riguarda il personaggio Bartleboom. Ora torno con un link 😊

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