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A simple and real vegan life

dissertazioni

Si può a volte non capire di essere vivi su questo mondo. Non pensavo di poter arrivare a sentirmi spettatore della mia vita. Guardare come le cose vaghino intorno a te senza mai appartenerti davvero. Vedere i rapporti di anni dissolversi, sciogliersi per malintesi, incomprensioni, paure e disguidi. Vedere la tua famiglia indifferente a te, tutti presi da se stessi.

Penso, rifletto, rimugino.

Mi guardo, mi guardo come seduto a guardarmi. Forse sto sbagliando tutto. Forse non è qui che devo essere. Sono sempre nel posto sbagliato, sempre nel momento sbagliato, sempre nello stato d’animo sbagliato. “E’ comune – dicono alcuni – quando sei single vedi coppie felici, quando poi sei in coppia vedi single che si divertono”.

Vero.

Non credo siano gli atri. Non credo che sia una circostanza. Io nel mio rapporto di coppia sto bene. Parlo in astratto, per dire. Ma secondo me la nostra mente seleziona quello che vorremmo. Quando stiamo male perché è natale e siamo soli, vedi famigliole felici, madri che comprano i regali per i figli,  amici che tornano perchè c’è la festa dalla nonna.

A me, non è mai stato dato. Ho sempre vissuto da solo. La mia famiglia unita crea liti e disastri. Separati soffriamo tutti di solitudine e ognuno vive a modo suo il rimedio per questa solitudine. Spesso mi sento alieno, non appartenente a questo mondo. Quando parlo con qualcuno devo sempre subire quello sguardo di chi non ti capisce. Non sa come tu possa vivere con tutto questo. Anche la mia psicologa mi ha detto che non mi manca proprio nulla di tutto quello di traumatico possa esserci.

Mi muovo dentro la mia canoa. con il mio remo rotto. Da solo contro il mondo. Il problema è che sono su una collina, non c’è acqua, non piove e non riesco a uscire da questa canoa. Forse non è neppure una canoa ma una bacinella. Il mio non è un remo ma un ramo. Scrivo su questo blog, i miei pensieri, le mie paure, le mie creazioni. Lo seguono in tanti. Non chi mi ama.

Per caso la mia famiglia legge di quello che scrivo. Per caso i miei amici mi ascoltano in radio. Quasi mai nessuno viene a vedermi in teatro. Sono io, nella mia bacinella a sentirmi a volte in canoa su un fiume, a volte in nave negli oceani, a volte nella grotta di un orso. Tutto accade per me, con me, nella mia testa. Se racconto quello che provo, nessuno lo ascolta, ma mi dicono cosa devo fare. Se sono felice, trovo qualcuno pronto a sminuire perchè non mi è permesso. Non posso essere felice, non posso sognare.

Non ho un carattere facile, non sono una persona semplice da gestire. Ne ho passate troppe e per citare la mia psicologa “davvero troppe in così poca vita”. Mi rendo conto che non sia facile relazionarsi con me. Ma neanche per me è facile relazionarmi con il mondo. Mi sento sempre e solo sbagliato e abbandonato. Risolverò? ne uscirò? Non lo so. Vi lascio con la massima di Albert Einstein:
quote

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12 commenti su “dissertazioni

  1. witch
    21 agosto 2013

    Hai trovato le parole esatte per esprimere come mi sento…
    Un abbraccio che niente può darti, ma è tutto quello che, da qui, posso fare.

  2. Sara
    21 agosto 2013

    Mirko, proprio per tutto quello che hai passato, CE LA PUOI FARE!Coraggio, coraggio!Un sorriso ed un abbraccio grande!

  3. Pipp61
    26 agosto 2013

    uh quante cose mi verrebbero da dire leggendo le tue dissertazioni…. ruberei troppo spazio perché riguardano anche me, che potrei essere tua madre. Così comincio proprio da qui e ti dico: rassegnati, o meglio accettati; sei un ragazzo molto intelligente ma soprattutto hai un’anima sensibile, e difficilmente diventerai una persona diversa. E avere un’anima come la tua comporta vivere con intensità ogni emozione, buona o cattiva. Una gran fatica, giovane amico. Un gran senso di solitudine, fino a sentirsi sbagliati, diversi da tutti.
    Persone come te, essendo molto esigenti con sé stessi, chiedono molto anche agli altri, che si rivelano quasi sempre al di sotto delle aspettative.
    Consigli non ne dò, te ne danno già gli altri, ma mi viene da dirti, non lottare contro te stesso, non sei tu che sei sbagliato, però è vero, la strada è in salita finché non imparerai a volerti bene sopra ogni cosa.

    • shekkaballah
      26 agosto 2013

      Ti ringrazio per le tue parole. Spero che le cose possano migliorare!

  4. erbaviola
    27 agosto 2013

    La gente a volte è strana Mirko, ma se si ha uno sguardo esteso sulla gente per forza bisogna includere invidiosi, pusillanimi, rancorosi, idioti, ignoranti e così via. Io ho ristretto il campo visivo, per scelta: così vedo solo chi mi vuole bene, pochi davvero. E ho imparato, se ti può servire, che quando fai bene qualcosa, fai anche paura e quelli che ti sono vicini ma non ti amano tendono ad allontanarti, a negarla, a non venire a teatro come dici tu. Con il tuo essere libero, mini la loro routine di legati al cliché: ignorandoti o criticandoti ti esorcizzano.

    • shekkaballah
      27 agosto 2013

      Sante parole Grazia!!!!

    • Pipp61
      27 agosto 2013

      Bella risposta! E bella fortuna poter restringere il campo visivo!

  5. Erbaviola
    29 agosto 2013

    Complimenti a voi due che l’avete capita nonostante il salto di due congiunzioni! … Quando si dice l’affinità di pensiero…

  6. Francesca Elle
    12 settembre 2013

    Sono capitata per caso in questo blog e sono rimasta colpita dalle tue parole Mirko. Non vorrei sembrare scortese nell’intromettermi in questa conversazione, ma vorrei poterti esprimere il mio pensiero. Da persona sensibile sono rimasta delusa e ferita molte volte dal comportamento altrui, da amici, ma soprattutto da parenti. Ogni volta cerco di giustificarli, o di cercare di comprenderli, ma alla fine i loro comportamenti non possono avere scuse.
    A volte sono piccole cose, ma sono proprio queste che ti fanno capire quelle più grandi ed importanti.
    Inoltre, molte persone credono che con gli amici o con i parenti ci si possa comportare con menefreghismo, perché è con i conoscenti che bisogna salvare la faccia, tutto il resto non conta. Ci sono poi persone che nascono diverse, in famiglie che non capiscono, ognuno pensa per sé e danno tutto per scontato.
    Sono gli altri che devono cambiare, non siamo noi. Io vado per la mia strada, cerco di far capire agli altri che sbagliano e continuo a cercare (persone come me). Per ora ancora non mi sono stancata. Questo è quello che sento di dirti. In bocca al lupo per tutto,

    Francesca

  7. Viviana
    13 settembre 2013

    Spesso capita anche a me che sono molto più grande di te di sentirmi su una zattera in balia di un mondo che neanche mi vede, ma l’unica cosa che ho imparato è quello di fare affidamanto sul mio istinto e soprattutto di navigare sempre a vista, perchè quando meno te lo aspetti le stelle sorgono all’orizzonte per darti la rotta giusta. E poi ricordati che c’è sempre qualcuno che ci ama incondizionatamente esattamente come siamo, i nostri amici animali.Un abbraccio.
    Viviana

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