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A simple and real vegan life

Sono idealista

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“Tu sei un idealista!” Mi sono sentito dire ieri sera. Dopo una conversazione di gruppo che rifletteva sui problemi sociali di oggi, soprattutto quelli legati al lavoro.

Sono idealista perché credo che finché si pensi come individui, cercando di fare il proprio benessere o il proprio meno male possibile si arrivi alla situazione in cui siamo oggi. O peggio nella quale ci si trovó 100 anni fa sotto il fascismo e il nazismo. Questo timore c’è l’ho, é dietro l’angolo. Quando si viveva sotto il fascismo e il nazismo, molte persone per amore di pace, stavano a testa china, finché la loro casa non era toccata dai mali sarebbe passato. Tenevano in piedi un sistema che era atroce, ma non potevano alzare la testa e così gli facevano credere. Oggi i lavoratori sono tenuti per le palle. Vivono male, lottano contro tutto per lo stipendio. Rilegando la loro vita nei weekend, dove per lo più riposano per dover affrontare la nuova settimana.

Sono idealista perché credo che all’estero abbiano capito che il rispetto del lavoratore voglia dire rispetto per la persona. Orari settimanali di 35 ore prevedono lavorare un po’ di meno a parità di stipendio, ma lavorare in più persone. Accrescere l’occupazione, regolamentare quindi il lavoratore intendendolo come persona che lavora. Creare asili nelle aziende é un modo per far sentire il lavoratore protetto, crei lavoro e intessi coesione sociale. Il lavoratore da solo é impaurito, non si capisce che uniti siamo forti. Si rifiuta il concetto di sindacato perché tanto non serve a nulla.

Sono idealista perché credo che i lavoratori dipendenti non siano monadi per caso riunite. Credo siano tessuto sociale e se davvero si guardassero in faccia e non si spaventassero di essere pugnalati o sostituiti sarebbero invincibili. Se una persona rifiuta un lavoro sottopagato perché non é giusto, anche se uno dopo di lui accettasse, dovrebbero essere gli altri lavoratori a far pesare a quest’ultimo lo schifo che ha fatto. Non possiamo più accettare che un collega abbia accettato un ribasso del lavoro, togliendogli la nobiltà che gli spetta, perché crea un precedente. Ogni futura contrattazione nostra o di altri che verranno assunti creerà disparità e astio. Appesantirà il lavoro e toglierà dignità al concetto di lavoro, come lo vediamo quotidianamente eroso.

Sono idealista perché credo che si debba lavorare meno. Meno per dovere. Meno per poco denaro. Meno per volontariato. Il lavoro dev’essere espressione dell’uomo e da quanto scritto dalla costituzione retribuito per rendere l’uomo libero di avere una vita valida e come a lui piace. Ovvio che ci vogliano delle regole. Farsi pagare in nero, farsi pagare meno é essere complici di questo sistema malato che ci denigra. Dire un grande no ripaga i piccoli si che ci allontanano dalla vita che non vorremmo mai avere.

Sono idealista perché credo che uniti siamo invincibili. Se i lavoratori si sentissero parte di qualcosa nulla li fermerebbe per ottenere degli obiettivi. Il pagamento del datore di lavoro non deve essere visto come piaga dell’umanità ma come atto di gratitudine per il servizio svolto. Intendiamoci, il gestore di un attività o un imprenditore sono nulla senza i loro dipendenti. Ne hanno bisogno. Denigrandoli, facendoli penare per lo stipendio, pagandoli male e in nero non li rispettano. Pretendono un comportamento professionale, impeccabile e puntuale mostrandosi poi poco professionali o puntuali nei rapporti con il collaboratore-dipendente. Questo genera odio, disgusto. Se il dipendente potrà vedere dei danni sarà felice. Se vede che il Propietario lo paga poco e male, e lui s’ingrassa, l’odio li allontanerà. Questo svilisce il lavoro che da posto di produzione diventa teatro di guerra.

Sono idealista perché non chino la testa, se le cose mi fanno schifo lo dico. Credo nel potere rivoluzionario della gente unita. Quando la gente si unisce crea la rivoluzione francese. Sono idealista perché credo, ancora, che un mondo migliore sia possibile. Sono idealista perché credo che la gioventù e le competenze in questo momento in questo paese siano sprecate. Eccellenze costrette a svolgere mansioni inutili e poco proficue, in termini di denaro e di sviluppo personale, in cambio di uno stipendio. Uno stipendio che serve solo a pagare l’affitto, le bollette.

Sono idealista perché dico di no a tutto questo. Non ci sto e non mi piego.

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7 commenti su “Sono idealista

  1. bia
    18 aprile 2013

    Guarda… io ti dico che sei REALISTA e non idealista. Se cominciassimo tutti a pensarla così forse cambierebbe la situazione. Le tue idee sono giuste e per alcuni sono davvero la realtà, quindi… continua così. Sempre.

    • shekkaballah
      18 aprile 2013

      Grazie, non sai che forza mi da sentirmi dire cose del genere. Mi sento spesso un alieno, sapere di non essere soli mi da forza! Grazie!!!

      • bia
        18 aprile 2013

        Vale la stessa cosa per me, quindi grazie a te!

  2. Sara
    19 aprile 2013

    Condivido, senza passione la vita ha poco sapore—

    • shekkaballah
      19 aprile 2013

      Anzi ti dissoci da ciò che ti rende felice. Diventi arido e inespressivo. Macchina del sistema. Pecora senza gregge. Grazie per il tuo commento!

  3. ellys77
    14 maggio 2013

    Hai centrato il punto Mirko,io devo sostenere un colloquio a giorni con una datrice di lavoro che non vuole farmi neanche uno straccio di contratto e dovrei fare dei corsi di pittura nel suo albergo,mi ha rifiutato la borsa lavoro che le avevo proposto dandola ad un altra,ora se ne esce che vuole pagarmi a ore,anzi,il cliente mi dovrebbe pagare e io dovrei rilasciare una ricevuta.Che??? Io non ho partita IVA,e cosa dovrei rilasciare una ricevuta di 20 euro per 2 lezioni sole? Mi ha proposto di fare una locandina ed espandere la cosa,ma abito in un paesino e chi ci viene? Lei non vuole stipendiarmi,io all’inzio presa dalla febbre di lavorare le ho detto di si, a VOCE non ho firmato nulla,ma è per colpa di quelli come lei se ancora vivo in famiglia,se non ho una casa per conto mio e non posso entrare in un negozio o in parrucchiere.Una mattina facendo colazione ho avvertito un senso di soffocamento e mi sono sentita “Presa per la gola”,nel senso più brutto del termine,ora le ho scritto su face che io non ho tempo di fare questi corsi,lei mi ha detto che ne vuole parlare a voce ma conoscendola,mi vorrà fare una partaccia,perchè lei ha già pubblicizzato il corso suil suo sito.Ma io dovrei lavorare senza stipendio? Dimmelo anche tu,perchè a me me la sua proposta mi sa di schiavismo… 😦

    • shekkaballah
      14 maggio 2013

      Se parli di una tantum e per 20 euro non fare nulla. non c’è un contratto che prevede il tuo corso, anzi potresti citarli per danni alla tua immagine perchè non ne sapevi niente. NOn devi cedere al ricatto. Se tutti non cedessimo staremmo meglio di così. Tu vai per il tuo. Non cedere, il tuo lavoro ha un valore. Non devi svenderti. Mai.

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