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Dissertazioni libere sul lavoro

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Il lavoro nobilita l’uomo. Niente di più vero. Il lavoro é un’azione con la quale dio punì l’uomo come frutto del peccato. In realtà più che una condanna é un modo per temprare lo spirito, sentirsi utile e partecipare attivamente alla propria civiltà.

Questo quando le condizioni del lavoro, ti permettono di sviluppare le capacità personali e diano la possibilità all’individuo di condurre una vita decente.

Quello che oggi accade nel mondo del lavoro é lo sfruttamento oltre i limiti dell’umano, con contratti molto scadenti e mai a vantaggio del lavoratore che non viene mai gratificato in alcun modo sotto forma di posizione o di reddito. I contratti a tempo determinato fanno sentire sempre l’ansia di perdere il lavoro, non consentono al lavoratore di svolgere le mansioni al massimo della propria produttività perché parte del cervello é preoccupata che se non si fa bene, abbastanza, come vogliono i superiori, il proprio rapporto lavorativo sarà interrotto alla prossima scadenza di contratto. Questo innesca meccanismi di mobbing, di pressione dei colleghi che cercano che sia tu a perdere il posto e non loro.

Non posso dare la colpa a chi gestisce imprese o attività, loro si riferiscono nella maggior parte dei casi al profitto, unico mezzo di comprensione che hanno per capire come vanno le cose. Quindi devi produrre e basta. Una società sana terrebbe conto dello stato del lavoro e soprattutto del lavoratore.

Sarò utopico ma credo che lavorare in un luogo dove ti sentì gratificato, devi pensare solo a dare il meglio, hai armonia con le persone con cui collabori sia il miglior modo di vivere l’attività lavorativa.

Quando lavori in un negozio e la tua paga corrisponde a due giacche ti sentì molto frustrato. Quando il tuo capo prende più di 400 volte quello che prendi tu, ti frustra. Non si tratta di essere “choosy” ma semplicemente nella realtà. Anch’io svolgo lavori per i quali non ho studiato o men che meno siano la mia ambizione. Ma devo lavorare per pagare le mie spese. Certo preferirei lavorare il mio orto e campare solo di quello, ma ancora sono lontano, molto aggiungerei, dall’auto sufficienza.

Quando lavori facendo quello che desideri anche la fatica ha un sapore diverso. Lo gusti in modo diverso. Appare tra muscoli tesi e sudore un sorriso di soddisfazione personale. Molto diverso da quello che é la fatica di un lavoro non appagante e che non abbia alcun riscontro tra salario e fatica richiesta. Quella diventa rabbia, malcontento e la gente diventa stressata e volano le malattie psiocosomatiche, il che é un ulteriore costo per la società.

La vera sfida di oggi non é solo trovare occupazione, ma trovare un’occupazione gratificante che consenta e permetta all’individuo di vivere serenamente e poter essere non solo una rotellina dell’ingranaggio, ma un consumatore attento dopo aver lavorato e prodotto reddito.

No?

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5 commenti su “Dissertazioni libere sul lavoro

  1. bia
    2 aprile 2013

    Condivido in pieno.

  2. Tera (@TeraGallo)
    27 maggio 2013

    Anche qui spunto che condivido in pieno.

    La mia domanda è: vale davvero la pena sprecare prezioso tempo e risorse psicofisiche per fare qualcosa che non amiamo e che non ci incuriosisce neanche, che non ci da opportunità di crescita, ma solo un grigio ed immobile plateau mentale e professionale? Mi sono autorisposta con un sonoro NO!

    Ambisco sempre più al lavoro in proprio, fuori dalle logiche delle grandi corporazioni e alla vita semplice, senza fronzoli.

    Cosa mi separa dal prendere completamente le distanze da questo sistema, per me frustrante? Sicuramente il timore di perdere quella modesta, ma costante entrata economica mensile, le bollette non si pagano da sole.
    Poi il timore di avere fretta e di “bruciare” la mia chance prima del previsto.

    In fondo continuare a trascinarsi attraverso una vita che non piace e che non appasiona, vedendo grigio e sentendosi incolore, è una follia. Spendere 600€ per un telefono è una follia così come lasciare che il lavoro scandisca i nostri ritmi di vita: tutti in vacanza la settimana di ferragosto, tutti a riposo la domenica e tutto fuori dall’ufficio alle 17. Non può e non deve essere tutto qui.

    • shekkaballah
      28 maggio 2013

      Grazie per il tuo punto di vista. Infatti io lavoro parttime, e cerco di pagare le spese con quei soldi e cerco di auto produrre tutto da solo. Mi diverte un sacco fare questi lavori solo per me, risparmio e mi diverto! Grazie di cuore!

  3. Tera (@TeraGallo)
    4 giugno 2013

    E’ un piacere commentare delle argomentazioni a me tanto care!
    Per il momento lavoro 32 ore, un part time abbondante direi, e in futuro spero di scendere a 25/30 ore settimanali e dedicare il resto del tempo all’autoproduzione, ai miei interessi e ad un paio di progetti personali.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 marzo 2013 da in Personali, Politiche, Riflessioni con tag , , , , , , , , , , , , .

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