Shekkaballah's Suggestions

A simple and real vegan life

Nelle puntate precedenti

Rieccomi a scrivervi. So che vi sono mancato ma come sapete sono stato a Parigi e avevo talmente tante cose da fare che non sono riuscito ad aggiornare il mio blog. Scusatemi.

La mia vita Parigina era ricca di lavoro. tante ore che mi sfinivano. Era la terza fase di un lavoro che procede con Fadhel Jaibi, artista ma soprattutto persona straordinaria. Il lavoro ci ha visti impegnati quotidianamente impedendoci di fatto di visitare molti luoghi, dato che eravamo comunque lì per lavoro. Dal punto di vista alimentare, Parigi, mi ha molto deluso. In Italia ormai nella maggior parte dei supermercati trovi sempre delle crocchette vegetali, burger, in molti tofu e seitan, a Paris nulla. La cosa più vicina al veganismo è il pollo. Per non parlare del burro che è il comune denominatore per qualunque tipo di alimento. Sarà anche buono ma davvero è troppo. Nei ristorante l’alternativa vegetariana c’è quasi sempre. I piatti costano come quelli onnivori (molto) e te la danno a bere. Si, te la dannoa bere. C’è un posto molto carino a Belleville, “la cantine”, davvero pittoresco. Hanno un piatto vegetariano e 2 insalate vegetariane. Se non volete cenare con un’insalata il piatto vegetariano e coperto di burro e formaggio. L’alternativa vegan che sono riusciti a darmi è stata: pasta scotta senza sale e patatine fritte. Meno male che non ero anche celiaco…Un disastro. Per il resto devo dire che la cosa meravigliosa erano i ristoranti Thai che qui in Italia scarseggiano, e i giapponesi che costano uguale ai prezzi Milanesi.

Un ristorante Thai molto carino si trova in zona Trocaderò e si chiama Tong Ming, 11 rue de Magdebourg, posto suggestivo, piccolo ma delizioso. Hanno 8 preparazioni vegan di tofu e varie specialità con verdure. Il proprietario è un uomo tenerissimo. I prezzi non sono molto contenuti, parliamo di 13 euro circa a piatto ma sei anche in una zona di alta borghesia parigina.

Ottimi come sempre i Marais non solo per la compagnia, luogo aperto e sorridente, un’isola felice a Parigi, ma i falafel in quella zona ragazzi sono incredibili. Israeliani o di fattura araba credetemi sono meravigliosi e non costano nulla davvero.

Ho vito alcuni ristoranti vegetariani in giro ma i prezzi erano davvero da ricconi. Per il resto mi sono sempre arrangiato. I parigini se hai problemi se ne fottono, com’era in sicilia quando iniziai io 12 anni fa. Non mangi nulla allora riso bianco e pasta scondita. Questa è la teoria.

Per il resto rivedere i miei luoghi parigini, le atmosfere, un sogno. Parigi è sempre un tuffo al cuore, tutto sembra davvero parlare di amore, amore per la città, le luci scaldano l’atmosfera, il clima ti carezza e fa venire voglia di coccole, insomma perfetta. Io non ho fatto nessun incontro galante. Anzi.

L’unico sabato che mi sono concesso di fare bisbocce visto che il giorno dopo era l’unico in cui non si lavorava…è stato un flop.

Partiamo con la cena a Belleville e potrete capire il mio umore con la cena di patate fritte e pasta senza sale e scotta, da spalmare sul pane. Dopo di che ci siamo spostati nei marais. A casa di una ragazza magnifica che lavorava con noi. C’era una festa sapevamo. Arriviamo e abita in una casa meravigliosa, da migliaia e migliaia di euro, arredamento pazzesco, zona meravigliosa. Ad accogliercerci c’erano una decina di italiani e qualche artista. tutti seduti sul tappeto a bere, fumare e chiacchierare die mali del mondo. Si beve vino, si sta in compagnia ma il clima era quello di un salotto di cinquantenni parigini di sinistra. Ora io volevo una festa e divertirmi, già durante il lavoro mi scervello a fare il serio…il sabato sera è oltraggio alla vita! Soprattutto a Parigi. Dico a Nina che voglio uscire e le chiedo un consiglio su dove andare in zona visto che erano le 2. Mi consiglia un posto lì vicino su rue des Achives che si chiama “connectable”. La descrizione è: “è un posto magico, entri, su tre piani, puoi bere e fumare dentro, c’è gente di tutti i tipi, ti guardi intorno e ogni sguardo che incroci t’innamori”. Detta così non puoi che dire “Andiamo!”.

Ebbene samo andati. Coda all’ingresso. dopo circa 20 minuti riusciamo ad entrare. Il posto non era pieno, di più. se qualcuno spingeva un po’ più forte vedevi gente volare in aria come saponette strette tra le mani. la temperatura credo si aggirasse intorno agli 80°, con gente che non capiva come non bevendo il drink finisse: evaporava nel bicchiere. Per arrivare al bancone (parlo di 5 metri) tempo impiegato 30 minuti. Ovviamente una volta dentro, non puoi uscire subito devi capire. Musica a caso che girava. Vediamo che al piano di sopra c’è più spazio, meno gente e dei tavoli. Decidiamo di salire pensando che almeno su si potesse respirare.

Saliamo al piano di sopra e capiamo come mai fosse più vuoto. Il calore umano dal piano di sotto saliva al piano di sopra. Praticamente c’erano delle piante finte vaporizzate e flosce per la temperatura raggiunta. Forse era un modo per ricreare un clima subtropicale a Paris, ma allora dovevano chiamarlo “il tempio della palma”, “Paris on the beach”, tropical baguette” non “connectable”. Comunque sia il sudore e l’umidità appannava i vetri, sgocciolava dal tetto, uno schifo. Dopo di che la compagnia brancaleone decide di spostarsi in un altro luogo lì vicino, dove si balla, ci si diverte ed è ben frequentato.

Andiamo al Tango. Sempre lì in zona. Ore 3.15. Arrivati alla porta, ci dicono che è chiuso. Noi spieghiamo di essere italiani e che vogliamo entrare a ballare e bere ma il nerone alla porta era inamovibile. “Non si entra più, abbiamo chiuso la cassa”. E allora vattene a fanculo. La compagnia si spacca, restiamo in pochissimi decidiamo di andare a bere un bicchiere prima di andare a letto. Vaghiamo come stronzi fino alle 4.30 senza trovare nulla, arriviamo a Hotel de Ville e prendiamo un taxi.

Il Sabato Parigino si è concluso. Ho speso 50 euro, sono digiuno, assetato di vino e stanco morto. Bello.

Ma per il resto cercherò di approfondire e scrivere di più sul mio soggiorno parigino e quello che ora accade a Milano. 🙂

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4 commenti su “Nelle puntate precedenti

  1. saretta
    16 novembre 2012

    Cavolo ch avventure!Io ricoro di aver trovato cibi vegetariani decentio vegani nel marais…per il resto sì burro come se non ci fosse un domani..mamma mia…Io non sono vegana(anche se mangio vegano all’80/90%) ma, è davvero eccessivo..
    Per il resto Pari ce l’ho nel cuore è qualcosa di magico….
    Un abbraccio!

    • shekkaballah
      16 novembre 2012

      Grazie mille, ma già come vegetariana i formaggi li trovi…ma vegan davvero dura dura dura…

  2. Marta NewHorizons
    16 novembre 2012

    non sei il primo che sento deluso da parigi…peccato, ho un ricordo magico dall’infanzia di questa città ma se mi dite così, per il momento punto altrove… bentornato allora! 😛

    • shekkaballah
      16 novembre 2012

      Parigi é uno dei posti più belli al mondo sia chiaro. Solo che la vita dei Vegani é dura. Quanto al mio sabato é stata una sfiga dietro l’altra. Ma credo più personale…

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