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A simple and real vegan life

Sono un alieno

Sono un alieno, so che è difficile da credere, ma ho preso le vostre sembianze per non spaventarvi, credo che nella mia vera forma potrei sembrarvi una lattuga parlante e non mi pareva il caso. La mia astronave è caduta a pochi chilometri da qui. Mi è finito il carburante e speravo di trovarlo su questo pianeta.

Io vengo dal pianeta Vegan. Vegan è un pianeta a pochi anni luce dalla terra, dopo la costellazione della Curiosità, tra la Galassia dell’informazione e quella della Consapevolezza, però prima del sistema del Dubbio. Vabbè se non siete pratici magari dopo disegno una cartina…

Comunque, il mio pianeta è simile al vostro, oddio, il mio fa meno puzza. Si, il mio è decisamente più pulito, ma per carità non voglio offendere anche perché ho visto talmente poco di qua…Mi ricorda alcune foto del mio pianeta di molti secoli fa, prima di…Insomma sapete tutti la storia del pianeta Vegan…No? Beh forse è meglio partire dall’inizio…

Il mio pianeta era un pianeta come tutti gli altri, un po’ come il vostro, però le cose cambiarono circa 1000 anni fa. Molti profeti e alcuni indottrinati cercarono di avvisare tutti che eravamo al collasso, che avremmo dovuto cambiare rotta, ma i profeti in patria non hanno mai fortuna, si sa. Dopo Tsunami, terremoti improvvisi, cambi di stagione repentini, scioglimento dei ghiacciai, continui tornado e uragani, livelli di tossicità dell’aria che uccideva tantissime persone, frane e alluvioni sempre più frequenti, Acqua potabile sempre più rara, ci si rese conto di quello che realmente stava accadendo e fecero capolino alcuni, che dicevano di appartenere al movimento “Vegan”, da cui, ora, il nostro piccolo pianeta prende il nome.

Praticamente quello che si cercò di fare, fu di pensare alla natura come “centro” e l’uomo solo come “facente parte” e non vi dico quanta confusione…Però quello che notavamo era che:

I paesaggi incontaminati erano rimasti tali solo se l’uomo non vi era ancora arrivato.

Insomma, l’arrivo dell’uomo devastava la natura, e la bellezza. Iniziammo a rivalutare l’impatto reale, e non potenziale, che avevamo sul nostro pianeta.

Si iniziò a non costruire più ma a rivalorizzare quello che già era stato costruito. Cercammo di non sprecare più le energie prodotte ma razionalizzarle al punto di utilizzare energie inesauribili, come la luce delle stelle, il vento e l’acqua, in eterno movimento per loro natura. Entrammo nel flusso delle cose, senza voler fare da timonieri o ancore, semplicemente vivendoci dentro. Sembrava le cose migliorassero, ma le cose cambiarono drasticamente, quando ci rendemmo conto che anche la pratica dell’allevamento comportava un declino e un ciclo senza ritorno delle nostre risorse. Il consumo di acqua era abnorme, il bestiame produceva metano e deiezione che erano dopo l’industria la causa maggiore d’inquinamento, le acque vicino ad allevamenti diventavano putride, i pascoli all’aperto facevano distruggere le foreste e i terreni si desertificavano. Insomma un disastro completo! Quindi passo inevitabile per migliorare le cose fu quello di eliminare gli allevamenti, per pulire la terra, l’aria e non inquinare le acque. Gli animali da pascolo venivano adesso lasciati liberi di pascolare e si ridusse drasticamente il loro numero, in base a quello che il pianeta riusciva a contenere. La produzione di alimenti di origine animale prodotti da queste creature, come latte o uova, era talmente esigua da non consentire a una famiglia neppure di fare una torta.

Si trovarono nuove vie, alternative, che permettessero di vivere bene, senza privazioni, ma in linea con il nuovo modo di vivere. Gli esseri vegani trassero molti vantaggi dal nuovo stile di vita, erano maggiormente in salute e avevano maggiore rispetto per tutti gli altri esseri viventi. Le acque adesso sono tornate pulite, ricche di pesci e vegetazione. Gli animali vivono secondo i loro cicli naturali e nessuno interferisce. Dalla natura ora si prende solo il necessario per vivere.

Mica fu tutto semplice. La nostra società dopo grandi divisioni ideologiche, adesso è arrivata alla tolleranza e al rispetto dei diversi punti di vista.

All’inizio di questo percorso di trasformazione, quando alcuni erano ancora legati a cibarsi di crudeltà, i vegani si divisero in 4 grandi scuole di pensiero.

I primi, i pionieri, furono i vegani-evangelisti che erano atti a scovare chi ancora si cibava di carne o di derivati animali e cercava di convincerli riempiendoli di volantini, informazioni e puntandogli il dito contro. Il loro dito accusatore, di chi aveva compiuto quel grande passo per migliorare la qualità della vita del pianeta, era sempre teso, duro, rigido e pronto ad essere sfoderato. In alcune zone del nostro pianeta, questo tipo di vegan venne spesso escluso dagli altri abitanti del pianeta, e deriso perché troppo esaltato ed estremista. Questi pionieri vivevano dispersi come spore alla ricerca di nuovi mangiatori di crudeltà da convincere.

I secondi gli snob, presero il concetto di veganesimo e lo fecero proprio, solo per una questione di appartenenza di rango. Si ritenevano eletti ed intelligenti. Unici depositari del corretto modo di vivere. Evitavano luoghi in cui gli onnivori si riunivano, per attestare il loro dissenso e distacco da quelle pratiche da loro considerate “barbare e incivili”. A differenza degli evangelisti, questi si separarono da soli dalle comunità in cui vivevano, e si spostarono in una grande isola in cui giocavano a chi fosse il più “puro”, tanto da non uscire più di casa, e alla fine si estinsero praticamente da soli.

I terzi, i vegan-salutisti-ecoterroristi, erano esperti in dati e statistiche. Erano per lo più scienziati e ben pensanti di tutto il pianeta che avevano stilato classifiche e dati, per rispondere ai più scettici con ogni possibile risposta. Erano preparatissimi, mangiavano in maniera sana ed equilibrata. Il più grande problema loro era che avevano pochi seguaci poiché, nonostante le loro immense e grandiose informazioni, utili e affascinanti, proponevano, come alternativa ai piatti crudeli, piatti sconditi e frugali che difficilmente soddisfacevano il palato degli esigenti masticatori di sofferenza. Infatti mangiavano tuberi, e piante povere non molto conosciute e piuttosto curiose. Anche questi furono derisi all’inizio, ma riuscirono a sfatare vecchi, e soprattutto “falsi” miti, come il fatto che non si potesse vivere senza carne e derivati, grazie all’esattezza dei loro innumerevoli dati e ricerche, utili a far arrivare il messaggio “Vegan”.

Il quarto gruppo era quello dei vegan-democratici, Erano quelli che credevano nell’esempio come migliore forma di approccio all’argomento. Vivevano mischiati agli altri e parlavano della loro scelta solo su richiesta delle persone accanto a loro. Questi, come i salutisti,  erano ben istruiti ma rispondevano pacatamente e con il sorriso a coloro che facevano domande sulle questioni che affliggevano il pianeta. Moltissime persone seguirono questo gruppo, riuscirono a convivere con tutti i rappresentanti degli altri gruppi e riuscirono a far conoscere il nuovo risveglio a coloro che erano in fase di transizione. Grazie alla loro forza, e alla calma, riuscirono ad essere i più convincenti e ad avere maggiore seguito. E dal momento che rispetto e tolleranza non erano, per i vegandemocratici, solo atteggiamenti da pretendere ma anche comportamenti da donare, questo gruppo crebbe di molto. Tutti gli estremisti degli altri gruppi, confluirono in questo grande gruppo sorridente.

Adesso grazie al contributo di tutti

Nel mio pianeta ci cibiamo solo di cose che non fanno male a nessuno.

Consideriamo il rispetto per gli animali una cosa fondamentale come base per il rispetto fra umani, infatti non esistono discriminazioni e non ci sono divisioni, ma solo punti di vista differenti.

Nel mio pianeta non esiste gente che muore di fame. Gli alberi producono nel mio pianeta abbastanza frutta, semi e verdure da sfamare tutti, perché nel nostro pianeta ci sono immense foreste che ci regalano ossigeno e frutti succosi dei quali ci nutriamo.

Noi non utilizziamo neanche nell’abbigliamento nulla che sia di origine animale. Lasciamo la pelle e le pellicce ai loro legittimi proprietari. Per scaldarci usiamo fibra sintetica, spesso riciclo di vecchie bottiglie e bidoni in plastica che venivano utilizzati prima della grande illuminazione. I prodotti di scarto di un tempo sono diventate materie prime per la ricostruzione e il riciclo del mondo attuale.

E voi sulla Terra a che punto siete???

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18 commenti su “Sono un alieno

  1. saretta
    20 giugno 2012

    SUlla Terra sia messi male…A me piacciono i veg-democratici 😉
    Bellissimo questo racconto!

  2. CescaQB
    20 giugno 2012

    Comlpimenti per il racconto 🙂

  3. Triquetra
    20 giugno 2012

    Sulla Terra a volte si sta da schifo, ma non sempre per fortuna… 🙂
    Quasi quasi però vengo a trovarti…il pianeta Vegan sembra fatto apposta per me! 😀

  4. Chicca66
    20 giugno 2012

    Sei troppo forte cucciolo 🙂 Magari ci fosse un invasione vera è propria dal pianeta vegan 🙂 Bacione

  5. Barbara
    20 giugno 2012

    ciao alieno, qui da noi siamo messi maluccio, un po’ come da voi prima della grande illuminazione…….ma sai una cosa? io confido che anche i terrestri sapranno trovare l’illuminazione prima di distruggere tutto…un abbraccio 🙂

  6. ari
    22 giugno 2012

    Mitico Mirko!!!
    Ciao da un’altra aliena!! 🙂

  7. Raffy77
    23 giugno 2012

    Carino il tuo racconto 😉
    Un abbraccio da un’altra aliena! 🙂

  8. Viviana
    8 luglio 2012

    Come si diventa cittadini onorari del tuo pianeta, e dimmi dove devo portare la domanda. E’ un po’ che seguo il tuo blog, e mi piace molto, anche se ti ho scoperto su veganblog. Ciao
    Viviana (vegetariana da un po’ tendente al vegano)

  9. Sy
    6 agosto 2013

    Ciao da un’aliena democratica 🙂 Bellissimo questo racconto, scrivi benissimo!!!!! 🙂

  10. Daniela
    6 agosto 2013

    Fino a ieri mi indispettivo quando qualche fratello onnivoro faceva il simpaticon-ignorantello dicendo i “Vegana? È che vuol dire? Vieni da Vega?” … Ora, grazie a te, so cosa rispondere, e non ne sarò più offesa! Grande!

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