Shekkaballah's Suggestions

A simple and real vegan life

Banana Repubblic


Leggere i giornali, ogni mattina, è come fare un bagno in una realtà devastante. Leggere quello che accade in Giappone con le centrali nucleari che esplodono, disastri ambientali, popolazione dispersa, case sparite e inghiottite, poi leggere che il Ministro dell’Ambiente italiano dichiara che: “non saranno certo questi incidenti a farci ripensare al nucleare, che ormai le strutture sono sicure, e comunque andremo avanti”, mi fa venire una voglia di diventare MCGyver e fare saltare il parlamento in seduta plenaria. Ma per loro fortuna sono un non violento. O meglio mi professo tale.

Ricordo ancora con estremo disgusto l’apparizione del Ministro della difesa La Rissa (La Russa, ndr) alla trasmissione Annozero, quando, accusato di essere fascista da Di pietro, allargò le braccia con il sorriso. Ricordo che l’accusa non era solo legata al passato e alla militanza nell’MSI del ministro ma l’atteggiamento, da purga e vergate, utilizzato contro uno studente in diretta televisiva. Erano i giorni in cui gli studenti manifestavano, bruciavano macchine, erano davvero agguerriti. A Mirafiori c’era la rivoluzione come negli anni ’70. Sembrava che il paese si stesse scrollando di dosso il torpore nel quale è stato cacciato. Invece era solo un lieve prurito.

La sospensione del bromuro, non fu totale nè definitiva. C’è stata quella che io chiamo “Sindrome del Panettone“. Fateci caso. Nei mesi di Ottobre, Novembre, Dicembre, tutte le categorie diventano agguerrite, manifestano, s’incazzano, occupano i binari, creano disagi, per farsi ascoltare. Ma tutto fino all’avvento del santo Natale. Con il Natale si placano tutti gli spiriti, le manifestazioni rientrano, l’incazzatura si ammorbidisce.

Credo, e ne sono convinto, che ci sia una sostanza bromurica nel panettone e nel pandoro. Dovrei andare mascherato e sottocopertura all’interno delle fabbriche Bauli o Motta per scoprire i veri ingredienti: “Quelli che fermano le masse”. Forse Gheddafi, litigando con l’Italia si è trovato senza scorta di panettoni Libici e per questo sta succedendo il patatatrac.

Aldilà degli scherzi, torno serio e faccio una riflessione. Se per asserzione dei criminali che ci governano (il fascismo è bandito per costituzione) il fascismo è al potere, dentro i palazzi della Repubblica italiana, utilizzare la violenza contro di loro non è forse guerra Partigiana? Non si è partigiani se si uccide un fascista o lo si arresta o lo si mette in condizioni di non fare più danno alla cosa pubblica? Io ricordo di si.

Credo che mezzi obsoleti come le occupazioni e le manifestazioni siano da escludere dagli atti di protesta. Bisogna fare qualcosa di più forte, certo senza arrecare danni alle cose e alle persone. Per lo meno permanenti.

D’altro canto, tirare a lungo il collo alla gente, massacrare mediaticamente chi protesta (I veri studenti sono a casa a studiare, sono solo quattro donne radical-chic), non credo faccia bene ma aumenti il senso di impotenza e di insoddisfazione. L’insoddisfazione però, porta a derive non controllabili, da nessun premier o leader.

Quello che frega gli italiani è la percezione dell’opposizione assente e dell’alternativa inesistente. Quando in tv dicono: “si, è vero Berlusconi è una merda, però alla fine regge e tiene in piedi la maggioranza, chi c’è dall’altra parte? A chi vi affidereste?”. Lì, inizia la lista dei nomi più ridicoli dell’opposizione che tristemente coincide con i leader di questo o quel movimento politico. A volte mi è capitato di pensarlo anch’io: “ma se domani ci fossero le elezioni, per chi voto?”

La risposta non la darò mai per discrezione e perchè non so tenere i segreti e quello elettorale è l’unico che mantengo per creare l’eccezione che conferma la regola. Però ovviamente questa è la domanda sbagliata da porgersi. Questa è la domanda che loro vogliono che noi ci facciamo per tenerci immobili, supini e sottomessi.

La domanda da porsi è: “si possono cambiare le cose? Cosa posso fare affinchè le cose cambino? E’ questo governo (classe dirigente) di cui il mio paese ha bisogno?. Rispondendo a queste domande dico: Tutti via!

E’ proprio così. In Tunisia, in Egitto, in Libia non si sono posti molti problemi sul tipo di ordinamento, costituzione, leader, rappresentanza del dopo dittatura. Si sono detti “ora basta!” e hanno fatto quello che potevano, manifestando, ribellandosi, poi alla fine si è arrivati alle armi. Ecco, io in Italia vorrei fermarmi un attimo prima. Vorrei che il popolo italiano si rendesse conto dell’idiozia a cui è sottoposto. Non farei danni ai palazzi istituzionali. Vorrei far esplodere tutti gli snodi che inviano segnali televisivi. Uccidere il Bromuro dei nostri tempi che è l’informazione di regime. Esiste una voce clandestina di verità, anche legale a dire il vero, ma è screditata dalla voce più autorevole (apparentemente) e maggiormente diffusa, tanto da far sembrare normale anche le storture.

Mi viene in mente, parlando di questo, della partecipazione di Ferrara sul primo canile (canale ndr) con la quale mi potrei trovare d’accordo. Mi spiego. In RAI, essendo “servizio pubblico” (non in senso di bagno, anche se ultimamente è quella l’accezione che chi la dirige ha deciso di dare, ndr) è giusto che ci sia una pluralità massima dei pensieri e delle espressioni di tutto il paese. Quindi anche l’Elefantino di Arcore può fare il suo numero. Però è la premessa che è sbagliata. Ad Annozero triturano i maroni (notate la minuscola, non parlo del ministro anche se la somiglianza è immensa e incommensurabile,ndr) perchè svolgono un processo il cui giudice (Michele Santoro) è di parte. Anche se sono presenti in egual numero rappresentanti di una parte politica e dell’altra. Questo vuole il dg Masi e questo pretende la par condicio. Eppure l’Elefantino, difende il suo capo B. da imputazioni in un processo in cui non esiste il giudice (è lui) e l’accusa (quella che lui adotta come tesi avversaria). La cosa divertente e che più mi fa scompisciare è che va in onda dopo il tg1 di Scodinzolini (Minzolini, ndr). Cioè leccaculismo berlusconiano al quadrato, e lo psiconano ha fatto mettere in testa a Masi e compagnia cantante che, il Martedì e il Giovedì, dovrebbero fare delle trasmissioni con conduzioni in rotazione, perchè dovrebbero esserci giornalisti di diversa provenienza formativa. Però solo il Martedì e il Giovedì per colpire Ballarò e Annozero.

Ma che razza di posto è questo? Come si chiama questa repubblica delle nano-banane? Non so voi, ma più guardo con occhi liberi ‘sto paese e più mi si armano le mani, di parole, eh…..

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9 commenti su “Banana Repubblic

  1. Markopuff
    15 marzo 2011

    Lo scorso week end parlavo di questa cosa della rotazione politica in tv con un ragazzo italiano appena arrivato a Copenhagen. Mi son fatto spiegare, perchè non ero riuscito a capire totalmente la situazione di Ferrara. E secondo te ne abbiamo parlato seriamente? Bwa! È impossibile farlo, son dei pagliacci leccaculo ed è difficile star seri.
    Non so assolutamente cosa ci riserverà il futuro; io son sempre ottimista ma le mie previsioni floree si inquinano con quelle super pessimiste delle persone con cui parlo, non solo italiani, ma anche con stranieri che hanno vissuto un po’ in Italia e dicono che le cose non cambieranno mai.
    No, io non ci sto! Cambieranno per forza!

    • shekkaballah
      16 marzo 2011

      Marko grazie mille per il commento. Purtroppo alla gente va molto meglio lo stile di pensiero che collima con il modus operandi di maria De Filippi. Spero di cuore che si possa riuscire a scardinare la sostanza bromurica che spacciano via tv. Io non mollo! Loro neppure (ma gli conviene?).

  2. Bibi
    16 marzo 2011

    penso che le cose si stiano muovendo. incontro sempre più gente che risveglia la coscienza e inizia a dare un contributo personale perchè le cose migliorino e cambino.
    i cambiamenti epocali sono sempre lunghi, e io sinceramente piuttosto che un’insurrezione popolare con guerriglia civile e tutto quello che ne consegue, preferirei di gran lunga l’acquisizione della consapevolezza, che di per sè germina il cambiamento necessario.
    certo, un colpo di stato è più veloce, ma resto dell’idea che azioni violente possa scaturire solo altra violenza, se gli uomini [leggi=genere umano] non sradicano la violenza da se stessi enon pongono nei propri cuori l’amore ed il rispetto, un colpo di stato avrà come solo risultato di mandare via gli attuali governanti senza però sostituirli con altri di idee non violente e rispettose, lasciando il paese nel caos e nella disgregazione totale.
    il cambiamento verso il rispetto e la consapevolezza porrebbe invece le basi per un popolo sano e un paese altrettanto sano.
    sì, sono una sognatrice, ma preferisco sognare d’amore che di guerra e rivolte 🙂
    B.

    • shekkaballah
      16 marzo 2011

      Credo che ci sia un’incomprensione di fondo. Io mi auguro ci si fermi prima della guerriglia armata, della violenza. Sono d’accordo con te. Ma credo bisogna reagire e avere coraggio di farlo. non credo che essere non violenti significhi subire fino a che le cose non cambino. Quello non è essere pacifisti ma solo inermi. Bisogna avere il coragggio delle proprie idee e assumersene la responsabilità e far camminare le proprie idee sempre. Senza cedere a compromessi e ricatti
      Questo è rivoluzionario. Ma abbassare la testa e subire non ha senso.
      Hai una proposta su come agire? Non usiamo la violenza, ok. Cosa facciamo?

  3. Bibi
    16 marzo 2011

    Mirko facciamo quello che stiamo facendo e sempre di più.
    Sono d’accordo anch’io che l’inerzia non serva a nulla, infatti dichiaro apertamente e cerco di diffondere il mio pensiero, partecipo attivamente a movimenti di informazione e prima di tutto cerco di essere io la prima a mettere in pratica quello che vado dicendo.
    Ribellarsi non vuol dire solo urlare, chi non urla non vuol dire sia inerme e sottomesso, io non mi ci sento per lo meno,e come me molta altra gente che sceglie di adottare un atteggiamento non aggressivo.
    Tutta la gente come te che crede in un mondo migliore fa qualcosa ogni giorno e questo non può non avere peso, quello che sta facendo è “fare qualcosa”, è informare, divulgare, non arrendersi, metterci impegno affinchè le cose non restino così.
    Anche con una discussione su un blog, o partecipando ad un banchetto al Veganfest o ad altre manifestazioni, o facendo pubblicità e divulgando gli eventi che tendono verso questo cambiamento.
    Questo dal mio punto di vista è “fare”, ed è avere il coraggio delle proprie idee.
    Ma mai e poi mai parteciperei ad una azione violenta, in nessun caso, mai.
    Sono profondamente contraria alla violenza in ogni sua forma, e credo che non sia mai la strada da prendere: quando pensiamo che “sia l’ultima via d’uscita” io credo ancora che non sia e non debba essere così, una scelta non violenta c’è sempre. Certo è meno immediata e più faticosa, non lo metto in dubbio, e di minore impatto, ma è una scelta.
    Sono d’accordissimo con te sul fatto che davvero quei beceri dovrebbero dimettersi in blocco, sono d’accordo su ciò che esprimi e ne ho strapiene le palle anch’io di come vanno le cose….. credo però fermamente che anche se ci vuole molto tempo, la strada della pace sia sempre e comunque la migliore.
    Opinabile, ovvio, è la mia opinione personalissima.
    Si possono avere idee diverse pur pensandola allo stesso modo 🙂
    un abbraccione.
    B.

  4. Bibi
    16 marzo 2011

    PS. non volevomica darti del guerrafondaio forse questo non si è capito bene dal mio intervento…….il mio discorso era generale e rivolto a quello che sta succedendo in Tunisia e Libia visto che hai citato nel post queste situazioni, mica penso che tu sia una specie di rambo cattivo e aggressivo nè, anzi 😀

    • shekkaballah
      16 marzo 2011

      Vero verissimo e saggio. Non sono guerrafondaio. Desidero però il dinamismo e non la stasi. Sviluppo contro reiterazione idiota. Sono un uomo vivo e attivo nel muovere le mie idee e promulgando ciò che mi alberga. Chi non dibatte e non discute è morto, come quelli sotto terra, e si illude di essere vivo solo perchè puzza meno. Questo è il senso.

      Verissimo che si possano avere diverse idee pur pensandola allo stesso modo. Ma bisogna unire le azioni che il pensiero e il punto di vista generano affinchè si veda un frutto. Altrimenti è come scavare, arare e seminare in mare aperto.

  5. Chicca66
    16 marzo 2011

    Caro Mirko per un attimo mi hai fatto ridere, ma poi inevitabilmente si torna seri…Però ti vedo bene come MCGyver, era il mio idolo da ragazzina 🙂 Certo che è davvero tremendamente evidente quello che hai detto e ora che me lo hai fatto notare anch’io mi chiedo dove sono tutti quelli che protestavano prima di Natale??? E quelli che non mangiano il panettone convenzionale come noi???? Con cosa ci bromurizzano? Speriamo comunque che si possa arrivare a cambiare lo stato di cose senza arrivare come la Libia e tutti gli altri paesi….
    Un abbraccio e continua ad illuminarci così 😉

    • shekkaballah
      16 marzo 2011

      Spero di cuore ci si possa fermare prima, anche se vedo che i primi episodi di violenza dovuta a frustrazione si stanno manifestando. Sono piccoli sfiatamenti che possono portare a una grossa deflagrazione. Quello che mi terrorizza è una massa senza guida che lotta per lottare, rischia di diventare una guerra fraticida senza senso e senza sosta. Bisogna stare saldi, analizzare e diffondere. Portare il proprio pensiero senza vergognarsi, rispettando i punti di vista differenti. 🙂

      Anche noi abbiamo mangiato il panettone, di osya, de farro con le gramaglie varie che piacciono ai salutisti ma lo abbiamo mangiato. E personalmente non credo di essermi placato con il panettone. Per lo meno io resto con la guardia alta! 😛

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Questa voce è stata pubblicata il 15 marzo 2011 da in Personali, Politiche, Riflessioni.

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