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A simple and real vegan life

Adottare

Cercavo sul vocabolario la definizione del termine adottare. Quello che ho trovato su Wikipedia è: “L’adozione è un istituto giuridico che permette a un soggetto detto adottante di trattare ufficialmente un altro soggetto detto adottato come figlio, dandogli il cognome.” Abbastanza scarna come definizione. Soprattutto perchè spesso si sente di adottare a distanza, adottare un animale, ecc. Allora cerchiamo nello Zingarelli: “Adottare: 1 assumere, in posizione simile a quella di figlio proprio, un figlio altrui. 2 (in senso figurato) prendere, scegliere, seguire.” Questa definizione mi sembra più piena di significato. Significa di fatto scegliere qualcuno, e trattarlo come se fosse il proprio figlio. Etimologicamente: “dal latino ADOPTARE  ad che vuol dire a, e optare cioè scegliere, equivale a dire scegliere per se. Utilizzato anche come ricevere qualcosa di buono, ammettere.” Dunque adottare una tesi vuol dire ammettere per sè una tesi che si è scelta. Così come per un bambino che si è scelto di crescere, o per un cane.

Quelo che più mi affascina dell’adozione fin da quand’ero un piccolo bambino, è il fatto che viviamo in un mondo schifoso, corrotto e iniquo. Vale la pena mettere al mondo un’altra creatura qui e adesso? Sicuramente l’amore genitoriale e delle buone dritte, chiamate educazione, possono aiutare a vivere meglio. Ma è necessario allora un patrimonio genetico identico al tuo? Serve che sia il tuo gamete a dare origine a quella vita? Da piccolissimo dicevo a mia madre che il mondo faceva già schifo e che piuttosto che fare un figlio io l’avrei preso in orfanotrofio perchè quel poveretto ormai c’è nel mondo, almeno aiuto qualcuno e gli do l’amore e gli insegnamenti che credo siano giusti.

Crescere un bambino, educarlo, vuol dire permettergli di avere gli strumenti di valutare il mondo, agire di conseguenza e prendersi la responsabilità delle proprie azioni e conseguenze. Un polso troppo morbido creerà dei mollaccioni incapaci di stare fra le altre persone. Un polso troppo rigido creerà figli che vorranno scappare e che o implodono e saranno fragilissimi, o saranno ancora più nazisti dei genitori e sfogheranno le proprie frustrazioni su soggetti più deboli di loro.

Non di rado mi viene da vedere figli di amici miei simili a spaventapasseri perchè i genitori sono troppo severi , o figli incuranti delle proprie azioni, che si alzano da tavola prima che gli altri abbiano finito, incapaci di relazionarsi con altri senza offendere, vestiti senza rispetto di chi arriva a casa, o peggio incuranti della conversazione giocano al computer o guardano la tv. Educare vuol dire dare la possibilità di sapersi comportare.

Quello che si trasmette con l’educazione è molto più importante di un gene. Quello che si trasmette con l’educazione è cultura, in grado di contagiare gli altri e di espandersi, molto più potente del fenotipo o del genoma. Questa educazione, quella vera, la si può trasmettere a figlio biologico o ad un figlio non biologico, allo stesso modo e parimenti. Educare viene dal latino ex duco, portare a qualcosa, ed è esattamente quello il punto, portare a conoscere, interpretare e sapere vivere la vita.

Avere un figlio e volerlo per forza con il proprio patrimonio genetico è a mio avviso un atto egoistico ingiustificato da nulla se non dal proprio ego, in questo momento storico. Adottare un figlio è un atto egoistico, in quanto ci si sente in grado di educare, amare e prendersi tutte le responsabilità che comporta l’essere genitore, ma vi è una goccia di altruismo, in quanto l’adozione in se prevede prendere qualcuno e aiutarlo a vivere meglio con una famiglia.

Mi ricorda un po’ come l’adozione di una cane in canile, per amore e voglia di salvare la vita a un cane, e voler prendere un cane con il pedigree. Ovviamente entrambi i cani educati avranno buona sorte, ma non basta averlo di razza perchè sia un buon cane, così come non è detto che un cane di canile sia un cane irrecuperabile.

Non ce l’ho con chi procrea sia ben inteso, solo che ho un punto di vista differente, credo che questo serva a riflettere, magari invece di procreare, aumentare le bocche da sfamare sul pianeta, creare nuove persone da curare, prendiamoci cura di chi suo malgrado c’è già e sta partendo svantaggiato.

Fatto un figlio, o adottato, concentriamoci bene sull’educazione. La responsabilità civile di creare esseri votanti, esseri sociali, è tutta vostra. Io mi preoccupo di educare il mio cane in modo che se esco e lo porto fuori, si sappia controllare e non faccia danni agli altri, o mi faccia fare brutte figure. Vorrei che chi ha un figlio pensasse non solo al proprio idolo e paladino, ma anche a chi deve vivere con queste persone che state mettendo al mondo, e al fatto che se vostro figlio si comporta male, o non si sa comportare in pubblico, tutti penseranno che la colpa è principalmente vostra. E dico una cosa più generale, se vogliamo bene ai nostri genitori, comportarsi male, per lo stesso principio, ne infanga l’orgoglio e l’onore.

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10 commenti su “Adottare

  1. Soda Caustica
    15 dicembre 2010

    GUFO! Ho detto GUFO! 😆 la conosci quella barzelletta?

    Ma allora anche in Italia c’é il format di Super Nanny? Qui é una trasmissione televisiva molto bella, la conduttrice (recentemente deceduta per un tumore) andava a casa delle famiglie in difficoltà e aiutava i genitori a riprendere il loro ruolo.
    Per il resto sono pienamente d’accordo con te, purtroppo sono circondata da super-genitori, convinti di avere i migliori figli del mondo, li idolatrano, solo perché li confrontano con i compagni di asilo e credono che i loro pargoli siano migliori: non hanno uno sguardo obiettivo sui figli. I bambini al giorno d’oggi si accorgono delle debolezze e dei sensi di colpa dei loro genitori e inconsciamente ne approfittano e li tiranizzano.
    Ultimamente ho avuto due super-coppie di super genitori con due super pargoli ciascuna. Mi hanno vandalizzato la casa, sporcato il divano, aperto il cassetto delle mutande e… non continuo sia per non annoiarvi sia per non farvi ridere troppo alle mie spalle! 🙂
    Il tutto mentre i genitori mi tessevano gli elogi dei loro bambini prodigio! Sono stati gli ultimi due tentativi: ho deciso che d’ora in poi a casa mia bambini non ne vengono più!
    Una cosa che non capisco é perché si debbano a tutti i costi arrampicare sullo schienale del divano. Lo vedo fare a tutti i bambini, in tutte le case… io non l’ho mai fatto da piccola! Mah!
    A parte queste bazzecole sono d’accordo anche sul fatto di adottare, se avessi l’istinto materno probabilmente lo farei anch’io invece di procreare, infatti penso che siamo già troppo numerosi su questo pianeta…
    Ma probabilmente siamo, come al solito, in controtendenza… basti guardare cosa sono disposte a fare le donne per appagare il loro istinto materno: pagare migliaia di euro per la fecondazione artificiale (mi sentirei una mucca da allevamento), farsi bombardare da ormoni per riuscire a far attecchire l’ovulo fecondato (ne ho conosciuta più di una: stavano da cani ed erano irriconoscibili, sia fisicamente che caratterailmente)… A volte mi sembrano bambine capricciose davanti alla vetrina (si lo so é una critica questa): siccome so che quella cosa é lì, é fattibile, é a portata di mano voglio averla anch’io! Siccome al giorno d’oggi la scienza ti può far procreare anche se la natura non vuole si pestano i piedi come i bambini piccoli e non si rinuncia. Lo voglio lo voglio lo voglio, contro ogni logica e ogni buon senso! Questi atteggiamenti mi agghiacciano, anche perché poi cercano di farti capire che nooooo, per loro non é stato così! Era proprio una cosa più forte di loro, questo imperativo bisogno di essere madre, una cosa che si sentivano dentro e che hanno capito che non potevano farne a meno! Non voglio essere cattiva, ognuno é giusto che faccia la sua vita e le sue scelte. Quello che temo é che troppo spesso le persone si fanno influenzare dalla pubblicità della famigliola felice del Mulino Bianco, dalle pressioni della famiglia (provate a contare quanti futuri nonni avete sentito rompere i c……i ai figli perché gli dessero un nipotino…), dalla vita sociale che ti vuole per forza con figli… Quante volte ho sentito dire: “Tutte le mie amiche (o ex-compagne di scuola) hanno avuto un bambino! Hanno fatto venire voglia anche a me!”. Ma cacchio é un nuovo paio di scarpe o un figlio?
    Bon, tanto lo sai che sono contraria ai bambini: nuociono gravemente alla salute, quindi non dico altro, c’é già abbastanza materiale per scatenare le ire delle mamme che leggeranno… senza farti un commento più lungo del tuo articolo! Ciao! 😛

  2. Markopuff
    15 dicembre 2010

    Ohh, quanto sono d’accordo.
    Quei maledetti geni, per la stragrande maggioranza delle persone adottare un figlio è degradante perchè è come se “non si riuscisse a farlo con le proprie forze”. Che ingnoranza…
    Qui in Danimarca invece è molto diffuso, non è affatto raro vedere famiglie con bimbi di altra etnia, anzi a me capita giornalmente. Inoltre anche le famiglie gay possono adottare. Questo grado di civiltà mi rattrista moltissimo perchè il paragone con l’Italia sorge immediato. 😦
    SOS Tata è il mio programma preferito. Tata Lucia e Adriana forever! =)

  3. roberta61
    15 dicembre 2010

    educare i figli è difficile, si deve cambiare a seconda dell’età del figlio e saperli ascoltare, discutere con loro e fargli presente che ogni azione ha una conseguenza! Si diventa madri senza il libretto di istruzioni…
    Mi spiace che pensiate che fare un figlio sia un peso! La maternità è complessa ma meravigliosa, capisci cosa vuol dire amare.
    Soda caustica i figli sono rompicoglioni quando sono degli altri quando sono tuoi diventano dei tesori. E i bambini si arrampicano perchè hanno bisogno di esplorare, guarda i cuccioli di animale, devono muoversi toccare annusare e purtroppo ingoiare tutto quello che trovano.
    E per finire adottare un bambino non è così semplice, preparatevi ad anni di test, visite a sorpresa e a cacciare soldi… conosco persone che hanno mollato perchè non resistevano più!

    • Barbara Primo
      15 dicembre 2010

      🙂 Ciao Roberta, educare i figli é difficile, hai ragione, é uno dei motivi per cui ho deciso di non farne, per evitare di gettare la spugna perché sono stanca, perché ho avuto una giornata di lavoro difficile, perché… perché… perché… una scelta consapevole insomma: non ero certa di avere tutta la determinazione e l’energia necessarie. Piuttosto che accorgermene dopo ho preferito evitare prima. Non dico che la maternità non sia meravigliosa, dico solo che non é per me e forse non sarebbe anche per molte mamme che si intestardiscono su questa strada anche se la Natura non vuole…
      Tu dici:
      “i figli sono rompicoglioni quando sono degli altri quando sono tuoi diventano dei tesori”
      Ok… ma le palle le rompono sempre a me! Se il figlio se lo sono fatto loro se lo subiscono loro… Se questi genitori non hanno il buon senso di capire che i loro figli sono maleducati forse c’é qualcosa che sfugge a qualcuno… per esempio il controllo dei figli? Un pizzico di buon senso? Non ha mai ucciso nessuno un poca di sana buona educazione!
      Che siano cuccioli siamo d’accordo, ma se i genitori non li sanno domare che restino pure a razzolare a casa loro. Non sono favorevole alla vita selvaggia in società, in mezzo alla savana si, a casa mia no! 😆
      Purtroppo si vive in comunità, se non si ha voglia di starci si evita di andare a importunare gli altri a ruota libera.
      Poi é inutile dire: da quando abbiamo avuto un figlio i nostri amici non ci invitano più! Indovinate perché!
      Oppure a priori: eh si, se fai un figlio poi nessuno ti invita, sono finite le serate con gli amici…
      Quando ero bambina io andavo al ristorante, a casa degli altri e facevo tutto con i miei… magari non fino all’una di notte (altra cosa che fanno i genitori moderni per non rinunciare alle uscite: e poi vedi i figli che si addormentano in giro…) e soprattutto non come volevo io.
      Come dice Mirko molto bene nel suo articolo il ruolo del genitore é insegnare qualcosa ai figli, non lasciarli liberi di venire su come vogliono, questo non lo fanno neanche i cuccioli di animale. 🙂

  4. roberta61
    16 dicembre 2010

    concordo sul non forzare la natura e sull’educare i figli, ma non sul pretendere che si comportino come soprammobili. Ognuno ha il suo carattere e cercare di osteggiarlo porta solo a conflitti, nella stessa famiglia e con la stessa educazione puoi avere figli diversi.
    Penso che non fare figli o non adottarli se si hanno le possibilità, sia la scelta più semplice, non comporta rischi e sacrifici e ti permette di non cambiare le tue abitudini. Per quanto riguarda gli amici se escludono perchè ho un figlio mi fanno solo pena, meglio perderli che trovarli.
    Quando a casa mia arrivano bimbi piccoli spostiamo anche i mobili e cerchiamo di rendere l’ambiente accogliente anche per loro. Basta poco per creare un loro spazio…
    Trovo in tutto questo una lieve forma di insofferenza, la stessa che poi si ritrova verso anziani, disabili e altro.

  5. Barbara Primo
    16 dicembre 2010

    Io ritengo che la buona educazione risolve alla base molti problemi, se sporadicamente invito una coppia con figli a casa mia non sono io che devo rivoluzionare la casa, né i bambini essere dei soprammobili: una giusta via di mezzo é sempre auspicabile. Si può essere bambini ed educati, non sono due cose inconciliabili. 🙂 Al limite da grandi si sarà adulti ed educati, cosa non sgradevole, assolutamente. Per quanto riguarda l’insofferenza: si, sono insofferente, verso il menefreghismo e il lasciar andare, verso la mancanza di rispetto degli altri e delle cose degli altri, verso la mancanza di educazione e verso un sacco di altre cose negative… Se poi il maleducato é anziano sarò insofferente anche verso costui, tenendo sempre ben presente che non tutti gli anziani sono sgradevoli, come non tutti i bambini lo sono etc.
    E poi non ho detto che non ho reso casa mia accogliente: ci ho provato, ma la sopportazione di ognuno di noi ha i suoi limiti, la cosa che in effetti mi indispone di più non sono i bambini in quanto tali, ma i genitori e il loro atteggiamento permissivo. Finché tale atteggiamento é permissivo a casa loro non mi disturba, quando il permissivismo si svolge a casa mia diventa mancanza di rispetto. Quindi mi avvalgo del legittimo diritto di non invitarli più. Forse sarò stata sfortunata io, forse avrò poco spirito di sopportazione, ma vedere dei genitori che lasciano i figli avere certi atteggiamenti non lo accetto. Non mi pare che pretendere che dei bambini non aprano cassetti o armadi a casa degli altri sia da UFO, o significhi castrarli, per me é una regola abbastanza semplice e per niente costrittiva. Mi assumo comunque l’onere della mia visione antiquata delle cose e mi riservo l’opzione di frequentare solo persone educate, diciamo che é un lusso che mi concedo in questi tempi moderni ed avoluti. 🙂

  6. roberta61
    16 dicembre 2010

    Non volevo criticarti ma purtroppo sei stata sfortunata, non conosco quasi nessun bambino così, ed a casa mia ne ho visti parecchi tra festine di compleanno etc. vivaci sempre ma mai vandali. Le regole ci sono e ho sempre visto bambini rispettarle, un no è un no anche se è difficile dirlo e mantenerlo specialmente per i genitori, mi dispiace che le tue esperienze abbiamo rovinato la tua visione del mondo dei piccoli. Io ho due figlie grandi ma ti posso assicurare che ancora oggi un loro sorriso mi illumina la giornata, e anche se diverse, la prima potevo portarla ovunque bar ristoranti ed hotel con la seconda abbiamo optato per il campeggio… e grandi spazi in cui potesse sfogarsi. Ma quello che mi hanno dato non ha paragoni. L’amore che si prova non ha limiti ed è bellissimo ed è questo sentimento che chi non vuole figli si nega!

  7. Barbara Primo
    16 dicembre 2010

    Non mi sono sentita criticata! 🙂 Sono abbastanza serena e tranquilla in generale, anche se mi girano sul momento quando vedo certi atteggiamenti mi passa subito… Anch’io ho pensato di essere stata sfortunata! Ma siccome mio marito ed io siamo abbastanza solitari e selettivi nelle amicizie diciamo che facciamo uno due tentativi… se poi con le persone non “agganciamo” lasciamo stare ecco… non vorrei dare l’impressione del lupo solitario e disadattato! 🙂
    Io penso anche che avere dei bambini oggi sia molto faticoso perché purtroppo i genitori lavorano tutti e due, quindi quando si é stanchi si é meno determinati. Ho visto spesso genitori dire di no ai figli per una cosa due volte e alla terza cedere… col risultato che il bambino… impara subito a contare fino a tre! 😆
    Quello che é importante, secondo me, é desiderarlo veramente un figlio, a quel punto, parlo per le persone che, purtroppo, non possono averne é ininfluente se é biologico o adottato… a volte sarebbe meglio farne solo uno e seguirlo bene piuttosto che due ed essere stremati… credo che all’essere umano di questi tempi manchi molto la logica e la razionalità, in tutti gli ambiti di questa vita moderna così troppo moderna e così troppo faticosa!
    Personalmente avrei il terrore di avere un figlio e trasmettergli le mie ansie, angoscie e nevrosi solo perché devo stare fuori casa dieci ore al giorno e torno la sera stravolta… e papà idem… Come già dicevo… non so… a queste condizioni preferisco non farne…
    D’altro canto per tornare al tema di Mirko 😛 non vorrei essere neanche al posto di chi decide di adottare! 😦
    Ho sempre pensato che la vita é già abbastanza complicata di suo… tra le tante cose che si trasmettono ai figli ci sono anche i problemi che incontreranno in futuro e come stanno andando le cose sulla Terra!!! Pauuuuura!!!!

  8. Mo'
    17 dicembre 2010

    Faccio un’enorme fatica a pensare ai figli come qualcosa di privato, cosa che esce da tutte le discussioni fatte fino ad ora.
    Credo che sia sempre più vero ciò che afferma un mio conoscente: “..oggi giorno….non c’è più l’abitudine ai bambini….”.
    Credo che i figli non possano essere tali se non considerati come persone che fanno parte di una cultura e società…nonchè comunità (ciò non in senso discolpante o assolvente ma come senso di responsabilità civile e sociale).
    So che nessuno si vuole occupare, nemmeno con il pensiero, di ciò che “appertiene agli altri” ma a forza di pensare ai bambini come fatto privato li abbiamo segregati in case sempre più anguste e prive di privacy, li abbiamo paralizzati davanti alle tv perchè se stan fermi non stressano e i vicini non rompono con le loro lamentele, abbiamo recintato i parchi gioco perchè non vengano visti dai pedofili e tolto via ogni tipo pericolo perchè non si facciano male, abbiamo permesso che le strutture che li ospitano siano sempre più fatiscenti e non ci siamo preoccupati di chi li segue (parlo della scuola)….insomma vorrei vedere un adulto trattato in questo modo e sorvegliato 24 ore al giorno da mamme che sono e si sentono sempre giudicate, da padri che sperano nel fenomeno numero uno del figlio, da nonni che spesso non sono presenti perchè fare i nonni è faticoso e non son in grado, da aguzzini informatici e massmediologici che non vedono l’ora di giungere a loro per ipnotizzarli con i codici di vita consumista e gli slogan diretti al “pensar poco è meglio….vai col mucchio che è meglio….se no sei un diverso……e non va bene”.
    In più merita un’ attenta analisi la situazione di chi sono i genitori oggi (io sono filgia e mia madre è genitore di 78anni) e vederne una fascia di società che ha respirato l’aria che tirava e tira nelle propria cultura. I genitori dei bambini dai 3 anni in su, sono spesso di età cosìddetta avanzata (4o-45anni) che prima di fare un figlio hanno pensato al posto di lavoro o alla cariera….arrivati al dunque e razionalizzato tutta la loro vita non gli è rimasto lo spazio spirituale o, più banalmente, dell’amore che gli permettesse di concepire figli con scioltezza. In più questi genitori sono al loro volta figli di tecnologie e biotecniche che gli han fatto credere che tutto è possibile.. Il risultato?? Figli desiderati per lungo tempo e voluti tardi e spesso non in arrivo, per cui ricorrere a tecnologie anzichè adozioni o che so non faceva parte delle loro conoscenze culturali e sociali (è appartenuto più ai 56enni). Pare che negli ultimi tre anni ci sia uno controtendenza, ovvero fare figli prima….tanto il lavoro non arriverà ecc….
    Non credo che ci siano bambine o bambini tanto diversi da chi lo era 40…50…60…anni fa, i bisogni delle persone sono gli stessi da secoli ma le risposte che troviamo per soddisfarli sono sempre più sofisticate e più lontane dai bisogni che sentiamo…..spesso non siamo in grado nemmeno di sentirli.
    Quando osservo la politica attuale e penso a dove la storia ci ha portato…..rabbrividisco e mi faccio spesso una domanda: “..ma è mai possibile che noi “umani” in 2000 anni non abbiamo ancora trovato il modo per vivere nel mondo rispettandolo e volendoci bene, anzichè continuare a fare guerre e gurriglie contro quello o questo semplicemente perchè non ci vogliamo mettere in ascolto e in discussione con gli altri???? Bah!!…..strano l’assere umano!
    Mo’

  9. Barbara Primo
    18 dicembre 2010

    Caro Mirko: che pazienza che hai! 🙂 Sono andata completamente fuori tema…
    I bambini io li ho sempre considerati persone a parte intera (credo sia la visione della Montessori questa, ma non conosco a fondo i suoi principi…), per questo credo richiedano molto impegno, cosa che mi pare i genitori al giorno d’oggi non riescano ad avere. Senz’altro per ragioni comprensibilissime… con i ritmi moderni!!! Ed é anche questo che mi lascia un poco interdetta: il contrasto tra i ritmi frenetici e la voglia di avere un figlio a tutti i costi. Anche al costo di non riuscire a fare bene nessuna delle due cose: al lavoro avremo lavoratori stressati alle prese con i loro problemi di organizzaione personale, a casa avremo genitori stressati e stanchi… dal lavoro. Ma non si molla e soprattutto non si rinuncia. Mai! E la qualità della vita? Sono desolata per queste persone, quelle che non riescono a vivere più tranquillamente e serenamente… Fare i genitori non é mai stato facile, non é che perché non ho figli che non lo so… Non ne ho proprio perché l’ho capito! E cmq per restare strettamente nell’argomento adozioni sono d’accordo con Mirko: ci sono tanti bambini bisognosi di affetto! Odio questa società che impedisce agli omosessuali di adottare (meglio i bambini negli orfanotrofi vero?), odio l’ottusità e l’ignoranza, la burocrazia che rende tortuosa e costosa l’adozione anche alle coppie etero, trovo castrante vivere in un mondo che ti detta queste false regole in nome di una regolamentazione di facciata. Tanto viviamo comunque nel caos e nella frenesia… e purtroppo che ne fa le spese subisce… (leggi i bambini da un lato e gli adulti dall’altro…).

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