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Ciao, Mario!


Ieri sera, dal quinto piano del balcone dell’ospedale San Giovanni di Roma, si librava in aria l’ultimo grande regista del cinema italiano. Colui che ha lavorato con Tognazzi, Sordi e attori magistrali, che ci ha regalato momenti inestimabili del cinema ha deciso di farla finita.

Era ricoverato da un po’ di tempo, all’ospedale, per un tumore alla prostata. Aveva solo 95 anni, e come fece suo padre nel 1946 ha deciso di togliersi la vita. Si è sottratto a questo mondo prima di essere tenuto in vita dalle macchine. Essendo strettamente sottocontrollo, ha aperto la finestra e si è lanciato. Un uomo troppo orgolgioso e grande per andare via attaccato ad una spina. Un’uscita che ha lasciato sgomento il mondo del cinema italiano che non vuole capire.

Proprio lui che ha sempre difeso il cinema, lui che ha lottato in ogni modo e con ogni film, denunciando quello che accade in Italia, ha visto l’ultimo sciopero del mondo del cinema, ancora costretto al precariato e a non vedersi riconosciuto il proprio valore. Quel valore che fece grande il cinema italiano di un tempo che ancora non si vuole annoverare tra le risorse dell’Italia.

Il ministro Tremorti quando ha detto che con la cultura non si mangia, tutti hanno pensato che si riferisse, come il tempo verbale da lui usato, al presente. Era solo un’anticipazione della mannaia che grazie allo Zerbino Bondi e la Ministroia Gelmini si stava attuando. Scuole e società culturale piegati da tagli preoccupanti. Quello che preoccupa il mondo della cultura in generale è la volontà espressa di rendere unico il pensiero e uccidere ogni possibile libero pensatore critico nei confronti dell’operato di governo.

La formazione culturale avviene in prima istanza nelle scuole, dove gli alunni vengono saggiamente formati come individui, e gli vengono date le nozioni per comprendere il mondo e potersene dare spiegazioni. La cultura in senso ampio permette all’individuo di formare la propria coscienza, utilizzando le nozioni, concepire il mondo e cercare di creare soluzioni ai suoi problemi. La nascita di un guizzo di pensiero libero, di una analisi della realtà con conseguente risposta da parte dell’individuo, è il compito della cultura.

Il mondo culturale ha l’obbligo morale di far pensare il cittadino, informarlo, spronarlo a vivere tendendo al migliore dei mondi possibili, capire che chi non la pensa come lui è una ricchezza non un moscerino da schiacciare, mettersi nei panni di chi ha di più e di chi ha di meno. L’evento culturale di qualunque specie, avvicina il cittadino alla consapevolezza di se, e dovrebbe nelle migliori manifestazione sublimarlo per fargli tendere la propria mano verso il divino, percependolo pur non raggiungendolo.

Tutto questo accade nel mondo culturale, tutti questi emozionanti viaggi dell’animo umano sono possibili in un luogo dove c’è cultura, dove si investe per la crescita delle menti dei giovani, e nelle emozioni dei più grandi. Di cultura non si mangia, la cultura si respira e si vive in ogni cosa.

E poi a questi che hanno lottato per avere un crocifisso in aula, difendendo la cultura cristiana di cui non conoscono nulla o quasi, rammento loro che Gesù Cristo disse a Satana che lo tentava nel deserto: “Non di solo pane vive l’uomo”.

Ciao Mario, devo anche a te il mio libero pensiero. Grazie per aver dedicato la tua vita a tutto questo!

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6 commenti su “Ciao, Mario!

  1. Barbara Primo
    30 novembre 2010

    Proprio stamattina commentavamo, mio marito et io, quanto successo. L’abbiamo trovato un gesto logico, coerente: non mi stupisce che la maggior parte della gente ne resti “stupita”! Per quanto riguarda la cultura… che dire… sono sempre più meravigliata, per esempio, di come la formazione possa rendere le persone ottuse. In Francia usano il termine “coincé”, incastrato, che trovo renda meglio l’idea, soprattutto se applicato ai medici: non me ne vogliano, non é mia intenzione offenderli, voglio solo significare che trovo che la classe medica sia formattata talmente fin dall’università che anche dopo, durante lo svolgimento della “libera” (ah ah) professione non escono dai sentieri battuti e continuano ad affermare e sostenere certe cose (tipo che le proteine animali sono indispensabili, nonostante le evidenti prove contrarie). Questi “incastri mentali” sono possibili grazie al percorso formativo: con la scusa di dare cultura al popolo lo incanalano nei ragionamenti. Georges Jacques Danton disse: “Dopo il pane la prima necessità dell’uomo é la cultura”, é scritto anche sulla base del momumento dedicatogli all’incrocio dell’Odéon a Parigi… infatti l’hanno ghigliottinato subito! (Questa ultima é una battuta che facciamo mio marito ed io tra di noi… 😦 )

    • shekkaballah
      30 novembre 2010

      In un paese in cui l’eutanasia è vista come un mostro, dove chi racconta la sua storia è attaccato da un movimento pro-vita, come se esistesse un movimento pro-morte, il Gesto di Mario è stato un gesto di esterema libertà di sceltà. un monito e un insegnamento anche alla fine.

  2. monica
    30 novembre 2010

    concordo con barbara, a parte la frase nel testo: aveva solo 95 anni..

    • shekkaballah
      30 novembre 2010

      Era ironico l’aveva solo 95 anni. Se senti l’intervista di qualche mese fa ha una lucidità invidiabile da molti ragazzini di oggi con cui mi trovo a parlare e che trovo atrofizzati nel pensiero.

  3. Daniela
    30 novembre 2010

    Grazie per questo post, una carezza e un saluto a Mario che ci ha regalato dei film bellissimi!

  4. Titti
    3 gennaio 2011

    Ciao grande Mario!

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Questa voce è stata pubblicata il 30 novembre 2010 da in Personali, Riflessioni con tag , , , , , .

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