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Politically correct?

La coerenza viene definita come: Conformità tra le proprie convinzioni e l’agire pratico. Questa parolina sembra essere oggi la cosa maggiormente ricercata, e di cui tutti sono sprovvisti. La coerenza è un’attitudine che non può,  a volte, essere delusa. Nessuno può muoversi costantemente secondo coerenza, altrimenti apparterrebbe all’empireo divino e si annoierebbe grandemente tra noi umani multisfaccettati. La coerenza dev’essere una tendenza, per essere sana e per aiutare ogni persona a migliorare se stessa.

Nell’ideologia cambiare e variare opinione è necessario in quanto la flessibilità di pensiero crea e plasma, l’ideologia stessa, nutrendola. Solo gli stolti non cambiano mai idea. La rigidità delle posizioni è propria di chi assume come assiomi, non avendo un pensiero critico, i pensieri di un altro e non se ne discosta per non sentirsi confuso. Questa possibilità critica, di cambiamento, deve però essere sottesa e sostenuta da un processo di pensiero che porti al mutare punto di vista. Se si segue un gregge difficilmente si muta o ci si rende conto dei cambiamenti. I fenomeni sono sempre interconnessi tra loro, anche nelle evoluzioni di pensiero. A una causa seguirà sempre un effetto e su questo possiamo essere tutti d’accordo. L’interdipendenza dei fattori permette a tutti di muoverci, non solo autonomamente ma collettivamente. Quello che si dovrebbe fare è cambiare coscenziosamente.

Niente è sbagliato o giusto preso da se. Bisogna contestualizzare un fenomeno per capirne le ragioni. Per esempio, posso dire che uccidere è sbagliato. Vero, ma solo in senso assoluto. Nell’atto pratico potrebbe non essere vero. Uccidere una persona per qualunque motivo lo reputo sbagliato. Se un uomo ne uccide un altro, recidendo la vita, commette un atroce errore. Proviamo a immaginare, la situazione in cui un terrorista su di un aereo prenda come ostaggi i passeggeri e l’equipaggio. Se il terrorista venisse ucciso per salvare la vita a quelle 200 persone è sbagliato? Sarebbe auspicabile che si riesca a immobilizzare il terrorista e poi farlo processare da chi di dovere, ma se l’unico modo per fermarlo fosse quello? Come si riesce a definirsi coerenti allora? Difficile mestiere quello del “coerente”.

Nel panorama politico italiano una parte di esponenti parlamentari invoca coerenza e discrimina per incoerenza. Chi può definirsi coerente? Un Casini che lotta contro i Pacs, va al family day, e in quei tempi conviveva con una donna sfruttando, di fatto, un pacs dedicato ai soli parlamentari? Un Fini, a cui oggi sembra saltare all’occhio la persona di Berlusconi e della dittatura nella quale ci ha condotti? Bersani, che cantando l’internazionale si inginocchia davanti al crocifisso per non inimicarsi i cattolici? Bossi, che propone di sparare ai gommoni stranieri, e poi non batte ciglio se un dittatore islamico, come Gheddafi, viene in Italia e a spese nostre fa uno show di finta conversione all’islam, di alcune donnine prezzolate, che lui e i suoi disprezzano? Chi è coerente? Chi può tra quelle persone invocare coerenza? Il deserto.

Ieri sera ero in trasmissione da Gad Lerner, su la7, e mi ha fatto piacere vedere l’ipocrisia del contesto. Ospiti interessanti. 8 in studio (tutti del centro destra), Mentana in collegamento da Roma, il segretario della Fiom-Cgil in collegamento nella seconda parte. Si parlava dei guai politici estivi. Fini-berlusconi. Mi è dispiaciuto parecchio non avere avuto la possibilità di intervenire. Quindi scriverò brevemente qui quello che avrei voluto dire loro.

– La legge Bossi-Fini è una legge schifosa a detta di moltissime persone. Il fatto che un presidente della repubblica l’abbia firmata non la giustifica. Anche il lodo Alfano e la legge elettorale in vigore oggi è stata firmata da un presidente della repubblica. Peccato che siano entrambe incostituzionali.

– Al sindaco di Adro, a cui non avrei voluto rivolgere parola, dico che eliminare i simboli italiani da una scuola PUBBLICA, mettendo un simbolo, che sebbene legato al territorio è un simbolo partitico, è molto grave. Nessuno contesta, per le ragioni da lui sostenute, di mettere un simbolo legato alla città. Mettesse lo stemma del paese e non quello che trova sulle pietre del paese. Se il simbolo della città non è quello della stella alpina mi dispiace. E qualunque simbolo per queste ragioni voglia essere esposto, ammesso che sia legittimo, non può offuscare la bandiera italiana motivo di esistenza di quella scuola, di quella comunità e del suo ruolo.

– La signora che sosteneva che il governo stesse facendo tanto per il lavoro in Italia, spero si riferisse al lavoro che i magistrati devono svolgere sui parlamentari. Aziende piccole, medie e grandi in Italia hanno chiuso e chi ha potuto se n’è andato. Si sono suicidati proprietari di piccole aziende per vergogna e non aiutati dallo stato. C’è gente ancora sui tetti, che fa lo sciopero della fame, come fa a permettersi di dire una cosa del genere? Borghezio che era seduto di fianco a lei, non si indigna che proprio nel suo amato Nord, l’inefficacia e la deficienza (in senso di mancanza) di provvedimenti da parte del governo, abbiano ucciso delle persone e indebolito l’economia?

Queste le domande più importanti che avrei voluto fare. Ma purtroppo il pubblico assiste e non può parlare. Se si potesse sarebbero costretti ad ascoltare. Accorgersi di vivere in un paese diverso da quello che immaginano sarebbe stato sconvolgente. Un paese piegato dal dolore e ormai con la gola insanguinata per essersi sgolato a chiedere aiuto. Prendessero coscienza e non contassero i voti dei sondaggi. C’è un 30-40% di persone schifate che non vota più. Non sono inesistenti, e di quelli mi spaventerei…

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5 commenti su “Politically correct?

  1. Diletta
    14 settembre 2010

    Già, coerenza, niente di più difficile da attuare per gli animali umani.
    Si è spostati dall’attuazione della coerenza da tutti i fattori che fanno parte del comportamento umano.
    Per questo motivo il “libero arbitrio” è una minchiata (si può dire?).
    Nell’istante in cui pensiamo di star decidendo per il meglio, in base a tutti i nostri principi, non ci si rende conto che, anche in parte, si è influenzati dai comportamenti e dettami morali che ci vengono trasmessi mano a mano che le informazioni ci bombardano.
    Sicuramente la nostra morale di base resta, ed è sempre importante sapersi analizzare e mettersi in discussione per non cadere nella trappola dell’uniformizzazione (anche questa, si può dire??).
    Non ho visto Gad Lerner, ma posso immagginare lo squallore della situazione 😦

    • shekkaballah
      14 settembre 2010

      Si può dire tutto nel mio blog. E’ uno spazio libero, per liberi pensatori. Grazie per il tuo contributo che condivido.

  2. Diletta
    14 settembre 2010

    🙂

  3. Marko
    14 settembre 2010

    Ragazzi, che schifo fa l´Italia?
    E mi viene veramente da piangere se penso che in Italia si é sviluppata la cultura e ogni forma di arte. Dove é finita quell´Italia? 😦
    Purtroppo all´estero l´Italia marcia dei giorni nostri ha spodestato l´immagine dell´Italia magnifica di un tempo.
    Boh, spero che prima o poi tutto cambierá e che il popolo italiano si sveglierá da questo lungo torpore.
    Mirko, l´hai visto il Docu-film: “Improvvisamente l ´inverno scorso”?
    E´ veramente molto carino e anche tanto triste, secondo me. :´(
    ciao!

    • shekkaballah
      14 settembre 2010

      Non ancora Marko ma cercherò di procurarmelo! Grazie mille per il commento. Se ti piace l’articolo e il blog…condividilo!

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Questa voce è stata pubblicata il 14 settembre 2010 da in Riflessioni con tag , , , , , , , , , , .

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