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A simple and real vegan life

Quanto amore serve?

Ho visto oggi l’ennesima storia d’amore tradotta in formato filmografico. Ci sono tantissimi film che parlano del più grande e potente sentimento. Tutti lo cercano, tutti lo desiderano e quando ce l’hanno non sanno cosa farne. Sembra che tutti siano desiderosi di vedere come ci si incontra, come ci si conosce e quasi sempre sul più bello, superate le diffidenze e le difficoltà, appare quella scritta: The End. I più illuminati romantici suppongono che la storia vada avanti e siano sempre felici come in quei momenti di sorrisi, sguardi e scioglimenti al primo sospiro.

Anche le favole di un tempo erano tutte incentrate sul momento dell’incontro della bella con il principe di turno. Poi, anche lì, “Vissero per sempre felici e contenti”. Tutti desideriamo il momento di trovare la persona giusta, l’anima gemella, quello che ci capisce al volo. Questa persona effettivamente e nel concreto, forse, non esiste. Non si può sempre stare bene tutti e due al massimo nello stesso momento. Quando ci si innamora tutto è rosa e tutto è stupendo per entrambi. Ci si compenetra e quei difettucci che si notano si lasciano correre perchè “è stato solo un caso”. Poi i difetti restano, e capiamo che, se ci iniziano a piacere,  è amore. Le giornate storte di uno devono rafforzare l’altro. Sostenersi a vicenda, in brutti periodi come nei belli, richiede sforzo e dedizione. A volte, i difetti diventano troppo grossi per farci vedere le cose belle di quella persona. Questo porta all’unica cosa sola che so: non esistono persone belle, perfette o giuste. Se fosse così queste persone dovrebbero piacere a tutti, essere viste come modello da tutti e non avere nessuno in antipatia. Io personalmente non ne conosco e credo neppure voi. Sono solo proiezioni mentali di un rapporto basato su distorsioni dei punti di vista. Un rapporto a due deve lottare contro le idee preconcette, aggettivi e soprattutto con il nostro passato.

Quando incontriamo qualcuno suona nella nostra mente qualcosa. Quella persona ci ricorda un altro o “Mi fa sentire come con quello lì”. Da quel momento la frittata è fatta e servita! Abbiamo perso la ragione e, cerchiamo in quella persona, l’altro che abbiamo in memoria. Sappiate che non si possono paragonare due persone, mai. La comparazione perde ancora più senso se paragonata a persone appartenenti a un passato e legate a una persona che non siete più voi. Riuscire a vivere quel momento, per quello che è e non per quello che una volta fu, o per quello che sarà, è la chiave per costruire un rapporto sereno.

Incontrare una nuova persona nell’ambito affettivo, sia esso amore o amicizia, ci porta ad affibbiare a quella determinata persona alcuni attributi che noi vediamo o vorremmo vedere. Come tanti piccoli Post-it incolliamo i nostri desideri su quella persona. “il più bello, il più intelligente, il più affascinante, il più colto…”. Poi conosciamo quella persona e ci accorgiamo non essere come ce lo eravamo immaginati. Allora quando il malcapitato/a è spogliato dei bigliettini di cui lo avevamo coperto, si ributta nel mucchio e si ricomincia d’accapo. Proprio così, come  nei film, la società ci sta istigando al consumismo degli affetti. Non solo in amore. Anche in amicizia ci si aspetta il comportamento del “perfetto amico”, con i genitori, i figli e tutto il resto. Non è sano non prendere insieme lati oscuri e lati luminosi di ogni persona.

Si può estendere il concetto di “consumismo dell’amore” a qualunque cosa. Quanti abbandoni ci sono ogni anno di cani e gatti? Eppure il numero dei cuccioli aumenta così come di quelli che trovano casa. L’amore non manca di certo, quello che manca è la continuità e lo sforzo che serve a costruire e rafforzare un rapporto. Ci si stanca in fretta e allora, si ricicla l’oggetto dell’amore. Si ricomincia tutte le volte da capo.

Proviamo a fermarci un attimo. Proviamo a sederci e ascoltarci un minuto. Siamo tutti preziosi e spesso ci sentiamo non capiti o non apprezzati. Ma prendiamoci 5 minuti al giorno, sediamoci, guardiamoci. Vogliamo dirci in tutta franchezza, a voce alta, cosa sentiamo, cosa vogliamo? Poi proviamo a chiederci cosa noi siamo disposti a offrire, a dare veramente e sinceramente per costruire quella relazione. Quando saremo veramente sinceri con noi stessi, le cose cambieranno.

Prendersi per mano e condursi verso l’amore nei propri confronti conduce a distribuire amore nel modo giusto. Nel modo esatto. Questo aumenta la consapevolezza e riduce le disillusioni. Stiamo tutti correndo nella nostra vita verso qualcosa. Sai verso cosa, tu?

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9 commenti su “Quanto amore serve?

  1. simona volo
    7 settembre 2010

    mi hai fatto riflettere…e sorridere sulla storia dei post-it…già, il malcapitato si spoglia…ed è proprio un malcapitato.io purtroppo mi ci metto a riflettere anche piu di 5 minuti, ma nulla, non riesco a districarmi. sono sempre stata contraria all'”accontentarsi”, o forse mi sopravvaluto. arriva un momento in cui mi blocco, non provo più nulla, divento di ghiaccio, e fuggo. poi magari ci ripenso, ma sono strascichi di un sentimento, perchè al momento sono vuota. e cosi cerco di riempirmi, a volte ci riesco, a volte no. e poi c’è il tempo che corre, la voglia di avere famiglia e figli, la voglia di trovare qualcuno di perfetto “per me”, perchè se fosse perfetto per tutti neanche lo vorrei, sono troppo gelosa. e poi c’è la consapevolezza che forse quella persona speciale è già passata, e allora c’è cinismo in tutte le nuove situazioni. a volte penso che CHIUNQUE potrebbe essere perfetto, basta non togliere i post-it. scusami se ho scritto tanto..

  2. shekkaballah
    7 settembre 2010

    Hai fatto bene invece. Ci sono molte cose su cui riflettere e da commentare. Di cosa dovresti accontentarti? Se non trovi quello che vuoi non devi mica accontentarti. Ti sopravvaluti? Magari no, però se lo metti in forse è già il caso di fermarsi a riflettere. Parti da te non da lui. Vedrai come cambia la cosa!

  3. Chicca
    7 settembre 2010

    Quante verità nelle parole che hai scritto…ti posso solo dire che mi ci sono voluti un po’ di anni per capire che l’amore che avevo era quello perfetto e che la mia ricerca doveva fermarsi perchè quello che cercavo lo avevo già…a volte si cercano lontano le cose che abbiamo sotto al naso 🙂

  4. Francesca
    8 settembre 2010

    Che belle parole Mirko….io credo di averlo trovato il MIO amore perfetto…a volte mi arrabbio, piango ma poi penso che senza di lui non potrei MAI vivere e mi viene voglia di stringerlo ancora di più…e mi sento in colpa per essere stata scontrosa, egoista, iena insomma. Sai che se penso alla mia vita senza di lui non riesco a focalizzarla? Sì, è amore…

  5. Paola Veganblog
    11 settembre 2010

    Mi sa che siamo proprio fortunati…Io ringrazio Dio ogni giorno per avermi donato Rup, per me è un grande, una persona che mi aiuta a crescere giorno dopo giorno…Onesto, sensibile, una persona su cui si può contare ….E’ amore? Credo proprio di sì! Grazie Mirko per questa bella riflessione!

  6. Paola Veganblog
    11 settembre 2010

    Ah, domani festeggiamo 9 anni di matrimonio!

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Questa voce è stata pubblicata il 7 settembre 2010 da in Riflessioni con tag , .

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