Shekkaballah's Suggestions

A simple and real vegan life

Stamattina…

Quest’oggi mi sono svegliato di buon umore, sarà il sole che finalmente  è tornato e mi mette allegria. Spulciavo tra le pagine di facebook e mi sono reso conto che ci sono tantissime persone, miei amici che fanno uso di psicofarmaci. Xanax, ansiolitici e cose varie. Poco più di una settimana fa un mio amico, di 21 anni, si è suicidato sotto effetto di sostanze psichiatricamente legali. Prescritte. Ma che necessità c’è? E’ davvero possibile che una persona a 20, 21, 25 anni abbia bisogno di alleggerirsi con psicofarmaci la vita? Ma quale vita?

Io sarò anche un eterno peter pan, ma mi sembra che ci siano troppe pressioni al momento sui giovani. Si parla di Bamboccioni a 25 anni perchè si vive ancora in famiglia, e perchè non si ha un lavoro o una carriera propria. L’iter di un giovane ragazzo è per lo più Diploma a 18 anni. Iscrizione all’università per conseguire la laurea triennale. Se si riesce a terminare in tempo si avranno 21 anni.  Perdendo qualche colpo il primo anno, dato che l’approccio al nuovo modo di studiare rende difficile il profitto, facciamo 22. Iscrizione alla laurea specialistica. Perchè? Perchè la triennale è un’invenzione che è servita ai ministeri per usare la parola “riforma”, in realtà non serve a nulla. Gli esami che si facevano in 4-5 anni sono ridimensionati in 3 anni abolendo l’approfondimento e fornendo solo nozioni mnemotiche. Dopodichè, ci sono due anni di specialistica che, generalmente, filano abbastanza in regola. Siamo arrivati alla tenera età di 24-25 anni. “Adesso trovati un lavoro”.

Lavoro in Italia è stato sostituito da ogni tipo e forma di collaborazione non retribuita. “Stages”, “collaborazioni a progetto”, “progetto di collaborazione”, “prestazioni occasionali”, “occasioni di prestazioni”, tutti nomi per dire una cosa sola :”Lavora, o meglio guarda come lavoro ma non sognare lo stipendio”. Difatti, quando si leggono gli annunci di lavoro, la parola stage contiene insita al suo interno l’impossibilità di essere pagati. Se ci saranno dei soldi si parla di “stage retribuito”. Quanto retribuito? ” Ma guarda tu farai 6 ore al giorno per 5 giorni…quindi la paga è di 400 mensili…”. Tu devi dire pure “grazie” perchè ti pagano. O meglio ti danno qualcosa in cambio del tuo impegno. “Ma il ragazzo vive ancora a casa con i suoi?” si. “Come mai?” Beh, considerando che in una città una stanza costa dai 300 ai 600 euro e ti si prospetta uno stage che ti impegna tutta la settimana e ti fa “guadagnare” 400 euro…è obiettivamente difficile non rimanere a casa con i tuoi. Perchè stiamo considerando i tempi di uno studente che vive in casa e si dedica integralmente allo studio. Una Università che prevede 12-13 esami l’anno con corsi per lo più obbligatori ti costringe a vivere a tempo pieno l’università. Vuoi lavorare? Devi rinunciare a ogni forma di sonno e di riposo per dare tutti gli esami in regola. Oppure rallenti negli studi. Statisticamente la media di chi si laurea lavorando è di 5 anni. Iniziando l’università a 18-19 anni quindi l’età per finire la triennali non sarà più 22 ma 24-25. Segue la specialistica e siamo arrivati a 26-27 anni se si riesce o si slitta ai 27-28 sempre per problemi di tempo. Ma che lavoro può fare uno studente? Pizzaiolo o cameriere. Non c’è molto altro. Commesso o addetto alle vendite non ti permette di seguire le lezioni. A 28 anni hai dei soldi e magari una stanza in affitto. Devi cercare lavoro. Sei troppo grande per gli stage. Allora ti puoi buttare nel mondo del lavoro. Cerchi tra gli annunci : “INGEGNERE GESTIONALE/CONTROLLER per azienda metalmeccanica. Si richiede:età 28- 35 anni, Laurea in Ingegneria gestionale, esperienza almeno biennale nella contabilità industriale. Il candidato avrà competenze di contabilità analitica, calcolo costi e gestione distinte base; redazione report gestionali con analisi scostamenti. Sede di lavoro: Prov. di Brescia. Inviare dettagliato curriculum vitae all’indirizzo” oppure “Si valutano candidati con esperienza maturata in analoga mansione in aziende di produzione con impianti automatizzati.
Si richiede diploma di perito e conoscenza PLC
“. Ora questo è un esempio. Se sei rimasto a casa e hai fatto dai 26 ai 28 anni uno stage o più stage in quel settore potrai sperare di ottenere quel posto di lavoro. Se hai dovuto lavorare come cameriere per mantenerti agli studi, no. Avrai almeno 30 anni quando potrai aspirare o ambire a un posto di lavoro vero. Senza dimenticare che quando fai uno stage vieni trattato come se ti facessero un favore perchè ne trovano mille al tuo posto. Mi fanno personalmente morire dal ridere quegli annunci che richiedono : Laurea, esperienza regressa, età massima 23 anni e magari automuniti.

Per il costo della vita e la mancanza di agevolazioni a chi intende studiare, la fascia dai 20 ai 30 anni, inevitabilmente, viene vista come anomala. Un tempo quando facevi la richiesta di laurea, in base al punteggio venivi chiamato da questo o quell’ente. Oggi non ci sono garanzie, si richiede un personale sempre più specializzato in una cosa espressamente specifica rendendo anche il percorso formativo semplicemente nozionistico. Devi lavorare gratis per enti che millantano un futuro insieme, proseguire di contratto in contratto ogni sei mesi con lo stress che la perdita di lavoro comporta. E poi si viene a dire che i giovani  si drogano, sono deresponsabilizzati e non riescono a quagliare. Ma chi si trova nel limbo di quell’età e sa che prima dei 40 anni non potrà sapere dove vivere e cosa esattamente farà (a prescindere dalla formazione ottenuta) cosa dovrebbe fare? A chi dovrebbe rivolgersi? Lavora in cose che non gli fanno maturare esperienza per accedere a un lavoro? Continua a fare il cameriere facendo allontanare la possibilità di fare il lavoro che ha scelto per potersi mantenere? Resta in casa a farsi sopportare da genitori che “siccome non guadagni non è un vero lavoro”, solo perchè loro non avevano neanche la parola stage sul vocabolario al tema di maturità? Subire le pressioni della famiglia e sentirsi dire da un ministro che sei un bamboccione perchè ti appoggi a casa per non disperdere l’obiettivo? Potrei andare avanti e scriverne altre mille.

Possibile rispondere? Non al momento. Ed ecco che aumenta il consumo di xanax, ansiolitici, alcol…e droghe. Magicamente un ragazzo a qualunque età quando trova un lavoro retribuito, nella sua collocazione, diminuisce drasticamente l’uso di ogni sostanza psicotropa. Possiamo riflettere su questo allora? Possiamo pensare che l’alcol e la droga siano un sintomo e non la causa del rincoglionimento dei giovani d’oggi? Vogliamo come società riprenderci tutti e ricreare quel collante solidale che permette di trovare un posto, almeno, in questo oggi? “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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8 commenti su “Stamattina…

  1. F
    4 giugno 2010

    C’è troppa facilità e leggerezza nella somministrazione di farmaci psicotropi, e anche troppa leggerezza nell’accettarli. Ci sono tanti metodi per stare bene con se stessi e con gli altri, non son necessarie le medicine, a patto di avere delle patologie gravi, certo…

  2. Daniela
    4 giugno 2010

    Ho avuto una vita molto difficile, alcuni forti traumi… sono una ragazza a pezzi, alcuni anni fa la forza mi abbandonò e il mio medico mi prescrisse Xeristar… l’ho preso per un anno, era come se la felicità mi avesse sfiorata… scaduto l’anno decisi di interrompere, ho detto addio a quella calma indotta, so che non tornerà più quella serenità, anche se artificiale ancora oggi la desidero ma non posso prendere farmaci a vita… ora sono solo una persona infelice che non sente di appartenere a questo mondo, solo il mio gatto riesce a rubarmi un sorriso, mi dispiace dirlo ma la vita non è meravigliosa e capisco chi prende farmaci o si uccide… in analisi la psicologa non ha potuto fare molto, il problema mi disse non ero io… è vero sono una persona sensibile ma è la società che è malata… scusatemi per lo sfogo

    • F
      5 giugno 2010

      Daniela, mi addolora quello che dici, spero che un giorno molto vicino tu possa essere felice come sicuramente meriti di essere.
      Non esiste una società malata, ma solamente una società che non ci accetta o non accettiamo. Il gioco sta nel trovare le persone con cui stare bene, degli amici o un Amore, o una Fede o una passione che ci possano spingere e guidare verso il nostro traguardo.
      Fatti sentire presto ok? Ci conto!

      F.

  3. shekkaballah
    4 giugno 2010

    Mi dispiace Daniela, però credo che ne vale sempre la pena di vivere la vita. Spesso non ce ne rendiamo conto o non vogliamo vederlo. Ci sono moltissime occasioni per sentirsi meglio di come si sta. semplicemente basta cogliere le opportunità che ti vengono poste. Imparare a dire si….

    • Daniela
      8 giugno 2010

      grazie per le vostre parole…

      • shekkaballah
        8 giugno 2010

        🙂

      • F
        10 giugno 2010

        Meno male che hai scritto, iniziavo a preoccuparmi 🙂
        Daniela, perché non mi racconti la tua storia? Dammi un tuo riferimento, che ci sentiamo…
        Magari vieni sul mio blog, lascia un commento.

        Abbraccio,

        F

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Questa voce è stata pubblicata il 4 giugno 2010 da in Riflessioni con tag , , , , , , .

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