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Tornando a casa…

Oggi dopo le prove, ho deciso di andare a fare il duplicato della tessera elettorale dato che quella di prima non ho idea di dove sia finita. Oggi a Milano ha deciso di piovere fino a che i tombini non esplodano probabilmente. Poteva essere l’ufficio elettorale in un posto diverso se non alla fine del mondo? Potevo io portarmi l’ombrello? La risposta a entrambe le domande è NO! Altro fattore che ha reso piacevole il mio viaggio verso il Nowhere, dove si trova l’ufficio elettorale, è stato il fatto che oltre all’ombrello io abbia dimenticato il cappello. Meraviglioso! Comunque sia per fortuna allo sportello non c’era nessuno, quindi me la sono cavata in dieci minuti. Appena uscito, Nettuno decise di litigare con Giove e Mercurio e c’hanno dato dentro di brutto. Indovinate chi si è trovato fra i tre dei in guerra? Io! Mi diriggo, attraversando l’uragano Cathrina alla prima fermata di un tram che mi portasse verso casa. Salgo sul tram e sentivo le gocce della battaglia divina scivolare da me sul pavimento. Dovevo fare paura probabilmente. Dopo circa due fermate salgono due signorine molto gentili con tre bimbi. Un maschietto e due femminucce. Si sono messi davanti a me a guardare fuori dal finestrino e a commentare tutto quello che vedevano. Oggetto delle loro discussioni prevalentemente fiori e persone in uniforme. Al passaggio di tre guardie forestali (probabilmente si erano persi, non capisco cosa ci facessero nei pressi del Duomo…) la bambina di fianco al bimbo gli chiede: “è quelli chi sono?”. Il bambino quasi stupito dall’ignoranza della sua amichetta gli dice:”quelli sono militari, sembrano come i poliziotti ma in realtà sono diversi”. La situazione, per me, diventava interessante, volevo capire come sarebbe andato avanti. “Sono come cacciatori, solo che i cacciatori sparano agli animali, i militari sparano alle cose che non devono stare lì”. Lo sbigottito a quel punto ero io. Un bambino nella totale ingenuità si era spiegato cosa succedesse e come differissero le varie Armi. Stupendo. “I militari sparano alle cose che non devono stare lì” continuavo a ripetermelo nella testa. Effettivamente un Soldato che va in missione all’estero spara e uccide chi colpisce la libertà di altri individui che vivono in quella nazione. I militari cacciano popoli diversi dal proprio dal loro territorio. I militari difendono il loro paese da possibili incursioni di persone che minacciano l’occupazione del proprio suolo. Un bambino di 4 anni mi ha spiegato con estrema semplicità e sintesi qualcosa che io non avrei saputo descrivere così sottilmente. Dopo queste riflessioni, scendo dal tram e salgo sulla metro. Incontro due anziani e una carrozzina contenente una bimba di appena un anno. I due anziani sembravano non vedere nulla di quello che era intorno a loro. Anche la bimba era parcheggiata nella carrozzina senza essere molto presa in considerazione dai due signori. Direte voi, la conversazione dei due era così interessante da distoglierli dalla realtà intorno, forse. Parlavano di suicidi. Ma non di tutti i metodi di suicidio, solo quelli nei mezzi pubblici. Il più gettonato-diceva uno dei due- è quello sotto la metro, e le fermate preferite sono Lotto e Cadorna. Già- risponde l’altro- e dire che fino a cento anni fa ci si uccideva solo in Duomo e vicino piazza San Marco, c’era un fiume e tutti si buttavano lì perché c’erano i vortici ed eri sicuro di non salvarti. Montato giù dalla metro, inizio a paragonare i bambini e gli anziani che avevo incontrato. I primi erano affascinati dai fiori e urlavano di felicità alla vista di margheritine stipate nelle aiuole e cercavano di dare un senso molto chiaro di quello che era il mondo degli adulti. I secondi erano così immersi nell’idea della morte da pensare come l’uomo a volte se ne va prima del tempo. Con occhi, di almeno 70 anni  di distanza, guardavano tutti al futuro. I primi al futuro immediato dell’oggi non avendo lo spessore di un passato e potendosi riferire solo al presente. I secondi a quello che li attende mettendosi a paragone al passato, l’unica cosa che, forse, gli da il senso di appartenenza. I primi appartengono all’oggi, i secondi a ieri ma guardavano tutti al futuro. E io? mi sono chiesto. io mi trovo a metà. Aspetto il futuro godendomi l’oggi e sono forte del mio ieri. Forse per questo è bello essere giovani. Nè bambini nè anziani. Mi sono sentito molto meglio! E voi?

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12 commenti su “Tornando a casa…

  1. xuxa
    26 marzo 2010

    Molto bella la tua riflessione e sono d’accordo
    con te nel senso che le persone più anziane
    pensano soltanto alla morte, mentre i giovani
    come te hanno un futuro tutto davanti e quindi bei
    pensieri.

  2. shekkaballah
    26 marzo 2010

    Mah io credo sia anche normale doverci fare i conti a una certa età. Non so io credo che alla mia vecchiaia penserò a quante cose posso ancora fare e non a quello che facevo prima! Punti di vista come al solito!

  3. Maria Pia
    26 marzo 2010

    l’ho sempre detto io che sui mezzi pubblici e in generale nei luoghi pubblici quando si decide di non alienarsi con cuffiette o freepress varie ci si immerge direttamente in fette di vita da angolazioni del tutto inaspettate e spesso rivelatrici! i bambini ci osservano e ci imitano selezionando spesso il superfluo a favore dell’essenzialità (che a noi non riesce) peccato che ormai raramente gli adulti rappresentano un buon modello da imitare!
    interessantissima riflessione e sicuramente propiziatoria per il tuo neonato asinello!
    chapeau

  4. shekkaballah
    26 marzo 2010

    Grazie Maria pia! io in realtà generalmente sono col mio fatto quotidiano e in attesa che qualcosa accada leggo altrimenti preferisco il genere umano!

  5. Barbara
    27 marzo 2010

    Che bello: non sono l’unica che origlia! Anzi, la mia attività preferita é guardare (quando é buio) dentro le case degli altri, quelli che non chiudono le tende… Vederli muovere muti come pesci in un acquario e cercare di capire di cosa parlano… Che perversione…
    Sono d’accordo con Maria Pia quando dice:
    “peccato che ormai raramente gli adulti rappresentano un buon modello da imitare!”
    Venendo alla tua riflessione, che ho letto tutta d’un fiato, credo che dipenda molto dalle generazioni, conosco molti anziani (diciamo più verso gli 80…) che a un certo punto vengono confrontati con una diminuzione di autonomia ed é come se si svegliassero di colpo: “oddio mi resta poco da vivere”. Proprio in questo ultimo periodo mi sono resa conto (e mio marito pure) che un sacco di persone che ci circondano si stanno deprimendo con questa “scoperta”. Noi viviamo in un condominio dove la maggior parte sono persone anziane che vivono qui da 30 anni e adesso cominciano ad avere i loro acciacchi, oppure penso a anziani italiani parenti e non, hanno tenuto duro fina ad ora e a un certo punto succede qualcosa (una caduta, i nipoti vanno a scuola e loro non fanno più i baby sitter…) che li mette fuori gioco e ops cominciano a tirar fuori frasi del tipo: mi manca poco da vivere, se avessi vent’anni di meno farei questo e quello, dieci anni fà questa cosa sarei riuscito a farla e cadono in depressione. Come se non avessero mai riflettuto prima al fatto che si nasce, si vive, si muore! Hanno sempre rimandato le riflessioni sulle cose importanti della vita e adesso si trovano di botto confrontati con una realtà che prima non volevano vedere. Mio marito risponde loro: “eh si, tutti dobbiamo morire prima o poi!”. Io trovo questa frase normale per me: lo so e non me lo sono mai nascosto, ma terribile per loro che non hanno fatto un lavoro di crescita personale su questo punto.
    Noi cerchiamo di goderci ogni istante della nostra vita, anche il lavoro. Non viviamo aspettando il WE, o dicendo che non vediamo l’ora di andare in vacanza: viviamo bene il presente, ci prendiamo le soddisfazioni dai bei momenti mano a mano che arrivano e un giorno spero di essere un’anziana che se guarda indietro vede una bella vita piena di soddisfazioni e se guarda davanti aspetta serenamente di addormentarsi per sempre, ma cmq continuando a godersi il presente, anche adattandolo alle proprie possibilità (economiche e fisiche etc.).
    Per finire questo lungo commento ti racconto anch’io una conversazione ascoltata in bus tra due vedove!!! Si sono incontrate dopo lungo tempo che non si vedevano e si scambiavano le loro impressioni sul fatto di essere rimaste sole: si, é dura, soprattutto i primi giorni, quando i figli e i parenti vanno via, é vero, é qualche giorno dopo che veramente rimani sola, e poi ti rendi conto che nel letto non c’é nessuno che dorme con te, é capitato anche a me mio marito mi scaldava, allunghi la gamba e non c’é nessuno, si é vero, ma sai come ho risolto io? Mi faccio una bella borsa dell’acqua calda e passa tutto! Ti giuro che é vero: se la sentiva un comico ci faceva una scenetta! Io le ho guardate sbalordita e se mi avessero detto qualcosa glielo avrei fatto notare!
    Buona giornata

  6. simona volo
    27 marzo 2010

    io avrei dato un botta in testa al bambino, dicendo “i cacciatori non devono sparare agli animali!” …e giu con la solita tiritera! heheheh 😛

  7. Teo
    27 marzo 2010

    Che bel post! Che bella foto!

  8. shekkaballah
    27 marzo 2010

    @Barbara origliare e sano se solo per prendere spunto! certo se lo fai per impicciarti un po’ meno…Bella la storiella delle due vedove! Mi ha fatto piacerissimo leggere il tuo post! Poi ti racconterò di Parigi…ormai si sposta la data di un po’!

    @Simona volo eheheheheh ero tentato ma volevo ascoltare i loro discorsi senza interferire!

    @Teo grazie mille! Ne vedrai delle belle!

  9. Barbara
    28 marzo 2010

    Beh, noi siamo qui… se la data si sposta cercheremo di incontrarci lo stesso no? Buona domenica a tutti e due, a presto: ormai siamo arrivati in vacanza e come vedi sono di nuovo collegata!

  10. shekkaballah
    28 marzo 2010

    Ti aggiornerò presto sulla nostra partenza alla volta di Parigi!

  11. xuxa
    28 marzo 2010

    Ciao caro. Va a Parigi? Quando? Io già sono stata
    e è una città meravigliosa, bellissima. Goditela
    più che puoi.
    Hai passato un buon finesettimana? Spero di si.
    Intanto buona settimana a te ed a Mik.
    Baciotti.

  12. shekkaballah
    29 marzo 2010

    Parigi l’ho già visitata! Volevo portare Mik per festeggiare un anno insieme sotto lo stesso tetto ma ho altri progetti per quella data. Saremo a Venezia io per lavorare con un angelo, lui perchè si laurea il suo migliore amico! venezia mi sembra comunque romantica come meta…uniremo utile e dilettevole!

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Questa voce è stata pubblicata il 26 marzo 2010 da in Riflessioni con tag , .

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